HomeNEI DINTORNIDesio, insulti razzisti da una mamma a un bambino di 10 anni

Desio, insulti razzisti da una mamma a un bambino di 10 anni

calcio bambini
Foto di Josh Dick da Pixabay

Un insulto razzista è stato gridato dagli spalti durante una partita di calcio sabato scorso a Desio. 

Se da ieri sera in Italia  si parla di quel che è accaduto a Verona ai danni di Mario Balotelli, in Brianza un episodio simile è avvenuto qualche ora prima, ed è se possibile ancora più grave perchè ha avuto per vittima un bambino 

 

A sfidarsi in campo erano due squadre della categoria Pulcini, con i nati nel 2009.

Bambini di 10 anni in campo, genitori in tribuna, da dove ad un certo punto sarebbe partito da una donna, presumibilmente una mamma della squadra ospite, un insulto di tipo razzista.

La società Aurora Desio ha deciso di denunciare pubblicamente l’accaduto e di scrivere una lettera aperta al Ministro dello Sport  Vincenzo Spadafora,  all’Assessore Regionale allo Sport Martina Cambiaghi, alla Figc, alla Lega Nazionale dilettanti e poi alla società ospite, la Sovicese Calcio di Sovico e al sindaco di Sovico,  Barbara Magni. 

La società di Desio ha annunciato di non volere disputare più incontri con la società di Sovico fino a quando non verrà individuata e punita la responsabile dell’insulto. 

Inoltre, ha annunciato che i propri atleti nel prossimo fine settimana scenderanno in campo con il volto dipinto di nero. 

L’assessore regionale Martina Cambiaghi è intervenuta sull’episodio esprimendo una dura condanna e annunciando l’intenzione di essere presente sabato prossimo sugli spalti in occasione della partita da Aurora Desio e Sovicese, categoria Juniores. 

Ecco il testo integrale della lettera scritta dall’Aurora Calcio Desio.

 

“Negro di merda”. Proprio così. Senza se e senza ma. Senza senso. Senza pudore. Senza cervello.

Nel mirino: un bambino di 10 anni. Dieci.
Non è un incubo. E’ realtà, tristissima. Andata in scena sabato pomeriggio in Brianza.
Attrice protagonista, da “oscar dell’inciviltà”, una mamma.

La partita è Aurora Desio – Sovicese, Pulcini 2009. Una semplice partita di calcio giovanile, che dovrebbe essere solo momento di amicizia, condivisione, fair play, come l’Aurora ripete e promuove concretamente da anni, con una serie di iniziative: su tutte, le proprie maglie arancioblu da gioco, 300, con la scritta #SquadraAntiBulli sul petto.

E invece, la partita, senza motivo, si scalda. Ma il peggio arriva quando un piccolo giocatore dell’Aurora, di colore, si sente insultare con quella frase choc – “negro di merda” – proveniente dai genitori ospiti.

La voce è femminile ed è sentita da altri compagni e da altri adulti.
Il bambino finge indifferenza. Con grande forza d’animo incassa e continua a fare ciò che più ama, correre dietro il pallone, con i suoi amici.

A fine partita, insieme a un compagno, riferisce quelle parole al mister e poi ai genitori, tra l’altro molto attivi nel mondo del volontariato, della cooperazione, della difesa dei diritti umani”.

 

Alla società Sovicese, l’Aurora Desio aggiunge:  “Ci aspettiamo che venga avviata una indagine interna per individuare chi si è resa autrice di questo gesto vile e indegno, nei confronti di un bambino di 10 anni.

Finchè non sarà individuata e oggetto di Daspo temporaneo dai campi giovanili, ci rifiuteremo di incontrare la Sovicese in qualsiasi competizione ufficiale, anche a costo di rischiare multe e penalizzazioni”.

 “Come gesto simbolico di condanna totale del razzismo e di sostegno a tutti coloro che ne sono vittima – aggiunge la Società Aurora Desio – nel prossimo weekend alcune nostre squadre giocheranno con il volto dipinto di nero e con altre squadre faremo dei laboratori, con disegni per far capire che noi l’unica razza che conosciamo è quella umana. Sperando che un giorno, non troppo lontano, sia così ovunque”


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