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Chili di droga in casa, arrestati due giovani a Saronno e Uboldo | VIDEO

I carabinieri di Garbagnate, indagando sui frequenti spostamenti di alcuni giovani della città, nonostante i divieti in atto, hanno individuato due giovanissimi spacciatori di marijuana, a Saronno e Uboldo, che sono stati arrestati, con la denuncia per padre, madre e fratello del secondo.

Durante i controlli di questi giorni, i carabinieri di Garbagnate hanno notato che diversi giovanissimi sorpresi per le strade, sono stati trovati in possesso di modiche quantità di erba. Sono riusciti a scoprire il loro fornitore, un giovane residente a Saronno. I militari quindi, nella mattinata di ieri, si sono recati presso il domicilio di un operaio incensurato italiano, nato a Garbagnate nel 1997 e residente a Saronno, ove hanno svolto una perquisizione domiciliare.

Durante le fasi della perquisizione, i militari hanno una cantina di pertinenza dell’abitazione al cui interno hanno rinvenuto occultati 1,7 kg di marijuana, già suddivisa in 7 buste di plastica, nonché 3 bilancini di precisione, la somma contante di 190 euro e diversi smartphones, traendolo pertanto in arresto.

Lo sfogo dello spacciatore: “Difficile lavorare con questi blocchi”

Proprio durante l’ispezione di un cellulare, i carabinieri hanno trovato una conversazione effettuata dal ragazzo mediante il servizio di messaggeria istantanea “Telegram” con un interlocutore ignoto, nella quale i due commentavano le difficoltà nello smercio della sostanza stupefacente causate dalla notevole riduzione di persone in circolazione a causa delle attuali limitazioni imposte dai provvedimenti ministeriali.

Pertanto i carabinieri, una volta riusciti ad identificare l’interlocutore ignoto in un giovane del 1996 residente ad Uboldo, incensurato ed impiegato in un’azienda farmaceutica, hanno deciso di recarsi anche presso l’abitazione di quest’ultimo per eseguire una seconda perquisizione.

Genitori e fratello tentano di impedire l’accesso ai carabinieri

Una volta giunti vicino all’abitazione, all’esterno della quale veniva sorpreso il ragazzo, hanno trovato i genitori ed il fratello del giovane ad impedire e rallentare fortemente l’accesso, chiudendo a chiave la porta d’ingresso e tutte le finestre.

Trascorso qualche minuto, i Carabinieri sono riusciti finalmente ad avere accesso all’abitazione, sita su più piani ed a dare corso alla perquisizione. Durante le operazioni di ricerca, è stato rinvenuto un considerevole quantitativo di materiale illecito, tra cui 4,6 kg di marijuana, 50 gr. di hashish, materiale vario per il confezionamento delle dosi tra cui 2 bilancini di precisione ed una macchina per il sottovuoto, diversi smartphones e microtelefoni, un quaderno manoscritto riportante conteggi e cifre di denaro, nonché la somma contante di circa 21.000 euro, ritenuta provento dell’attività di spaccio.

Due kg di marijuana buttati tra le fiamme della caldaia 

Durante le fasi della perquisizione i militari, attirati dalla particolare circostanza che i caloriferi fossero incandescenti e che all’interno dell’abitazione facesse molto caldo, veniva dedicata una caldaia, sita in una stanza e collegata all’impianto di riscaldamento che era accesa ed al cui interno c’erano delle notevoli fiamme: a seguito di verifica i militari riscontravano che all’interno della stessa, verosimilmente durante le fasi in cui i familiari ne avevano ritardato l’accesso in casa, erano stati gettati 2 bustoni in cellophane, contenenti circa altri 2 kg di marijuana, che veniva parzialmente recuperata dai Carabinieri.

Tutto il citato materiale illecito veniva pertanto sottoposto a sequestro ed i 3 familiari del ragazzo, il padre pensionato 62enne, la madre 57enne insegnante ed il fratello impiegato 27enne, tutti incensurati, venivano deferiti in stato di libertà per resistenza a pubblico ufficiale e favoreggiamento, mentre il ragazzo veniva tratto in arresto per detenzione di ingente quantitativo di sostanza stupefacente.

Al termine delle formalità, i due arrestati sono stati condotti presso la Casa Circondariale di Busto Arsizio, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria


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