A Solaro ci sono le mascherine a 50 centesimi ma a rimetterci è il Comune, attraverso le Farmacie comunali, che vendono sottocosto.
L’annuncio della disponibilità delle mascherine chirurgiche a prezzo calmierato è stato fatto dall’Amministrazione comunale ieri pomeriggio. Ma già questa mattina le Farmacie comunali spiegavano che erano ormai in esaurimento, dopo avere precisato che il costo finale è in realtà di 61 centesimi, perché l’Iva al 22% è ancora presente. “Poi noi arrotondiamo e vendiamo a 60 centesimi” -spiega il farmacista.
Ieri invece l’assessore alla comunicazione Christian Caronno precisava che “1500 mascherine chirurgiche saranno vendute a 0.50 euro come disposto dall’ordinanza nazionale, rispetto al prezzo di acquisto di 0.85 euro”. Insomma, certificava che l’azienda speciale Solaro Multiservizi, dell’Amministrazione comunale, ci rimetterà 35 centesimi a pezzo. Il decreto del Governo sul prezzo imposto avrà quindi l’effetto di gravare ulteriormente sui comuni che vorranno assecondare questa scelta.
Sulla difficoltà di reperire mascherine chirurgiche sul mercato, riferisce lo stesso comunicato diffuso dall’Amministrazione comunale di Solaro.
“Sin dall’inizio dell’emergenza, l’Azienda Speciale Multiservizi è stata impegnata nella ricerca e nell’ordine di dispositivi per la protezione individuale.
Gli ordini sono stati effettuati scaglionati nel tempo sin dall’inizio dell’emergenza presso le aziende aggiudicatarie dell’appalto di fornitura alle farmacie attraverso la Centrale Unica di Committenza, sempre seguendo la linea di mettere a disposizione dei cittadini mascherine e presidi che fossero certificati.
Dopo reiterate comunicazioni, la prima disponibilità della fornitura è stata confermata per il giorno primo marzo e a seguito di tale conferma è scaturito nella stessa giornata un ordine telematico.
Quell’ordine, come i successivi dieci, non è mai stato evaso, in quanto, come ormai noto, anche a seguito del Dpcm dell’11 marzo, i Dpi sono stati dirottati dal Dipartimento della Protezione Civile Nazionale presso i presidi ospedalieri e la quasi completa mancanza di produttori nazionali ha reso praticamente impossibile rifornirsi dei suddetti dispositivi.
L’Azienda Speciale Multiservizi ha ricevuto offerte di mascherine protettive prive dell’obbligatoria marchiatura Ce (senza la quale non è possibile considerare tale strumento un dispositivo di protezione) rifiutandosi di emettere l’ordine, così come la sospensione dei voli aerei, i pochi cargo a disposizione e l’intensificarsi dei controlli presso le dogane hanno notevolmente ritardato la consegna della merce proveniente dall’estero.
Tutti i dispositivi infine ricevuti sono stati venduti a prezzo di costo.
A queste difficoltà si è aggiunto il prezzo calmierato di 0.50 euro che ha reso ancora più complicata la ricerca dei dispositivi per l’assenza di rivenditori che applicassero costi sostenibili”.
In tutto questo, resta anche il “dettaglio” dell’Iva, che si applica sull’acquirente finale, che non è mai stata né ridotta né eliminata, nonostante i numerosi appelli a livello nazionale, uno dei quali partito qualche settimana fa anche dal Comune di Solaro.
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