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Blitz anti-droga a Uboldo, il presidente del Consiglio d’Istituto: “No al linciaggio mediatico”.

Angelo Leva, presidente del Consiglio d’Istituto delle scuole

Il linciaggio mediatico seguito all’arresto della banda di spacciatori di Uboldo non piace al presidente del Consiglio d’Istituto delle scuole, Angelo Leva, che non ha timore di uscire fuori dal coro: “Ricordiamoci che quanto successo ci vede colpevoli e responsabili”.

Si riferisce all’intera collettività?

“Certo, perché è mancata l’educazione, che evidentemente non abbiamo saputo dare. Siamo stati incapaci, come paese, di prevenire”.

Come si sarebbe potuto prevenire tutto ciò?

“Coinvolgendo di più questi giovani, facendoli sentire parte del tessuto sociale. E’ l’indifferenza che non fa sentire certi campanelli d’allarme”.

La sua è una posizione decisamente contro corrente, passibile di molte critiche.

“Me ne rendo conto, ma come presidente del Consiglio d’Istituto delle scuole non posso accettare che sui social la gente inciti alla violenza, che dichiari di sperare che questi ragazzi muoiano o che restino in galera a vita. Certo  si sono resi responsabili di fatti gravi, ma siamo in una democrazia ed è giusto che sia la Legge a decidere la punizione, non noi cittadini con la giustizia sommaria. Vogliamo cambiare le regole? Vogliamo introdurre la pena di morte o altre norme più severe? Fino a che ciò non avverrà, vale la nostra Costituzione, che può piacere o non piacere ma all’articolo 27 recita: ‘La responsabilità penale è personale. L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato’”.

Dunque, dal suo punto di vista, questi ragazzi si dovrebbero rieducare?

“Se li condanniamo e basta e li allontaniamo da noi, il problema rimane invece di affrontarlo. Non possiamo ignorare queste persone, perché appartengono alla nostra comunità: quando saranno rimessi in libertà, presto o tardi che sia, saranno comunque cittadini di Uboldo. Non basta piangersi addosso: dopo avere riconosciuto che questo problema ci riguarda tutti, bisogna capire come procedere. I nostri giovani, in questo momento, ci stanno guardando: quello che faremo o diremo lì convincerà che quella sarà la strada giusta, qualunque essa sia”.

Che cosa auspica dunque?

“Mi aspetto che un’autorità morale sappia prendere le redini in mano e tenere in piedi la comunità. E’ così difficile trovarne una che, con grande buon senso e conoscenza della nostra gente, sappia dire qualcosa nel pieno rispetto delle nostre leggi e della nostra Costituzione?”.

Stefano Di Maria

 

Nelle foto alcune immagini del blitz di stamane all’alba

 


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