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Furto di identità e frodi: la Lombardia è seconda solo alla Campania

frodi furto identità Furto di identità e frodi creditizie: la Lombardia è seconda solo alla Campania. Questo il risultato di uno studio dell’Osservatorio CRIF (Verifica osservazione creditizia).

Le frodi creditizie a danno dei consumatori in Lombardia sono state più di 4.000 in un anno.
La Lombardia si piazza al secondo posto a livello nazionale alle spalle della Campania.
Milano è la provincia in cui si registrano più casi (1.432), quasi quattro al giorno.

Furto d’identità: cosa significa?

Alla base c’è un furto di identità, con il successivo utilizzo illecito dei dati personali e finanziari per ottenere credito o acquisire beni.
Naturalmente con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene.
Tutto questo naturalmente ha un impatto non trascurabile sul credito alle famiglie.

L’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio sulle Frodi Creditizie e i furti di identità realizzato da CRIF-MisterCredit evidenzia che nel 2019 in Italia i casi rilevati siano stati oltre 32.300 per un danno stimato che complessivamente supera i 150 milioni di euro.

Ma la costante crescita di questo fenomeno criminale non sembra arrestarsi, tanto che le elaborazioni relative alla prima parte del 2020 mostrano un ulteriore incremento nei primi 2 mesi dell’anno.

Questo prima che il lockdown disposto dal Governo attenuasse la dinamica nel successivo bimestre, con la drastica riduzione degli spostamenti delle persone e la temporanea chiusura della quasi totalità degli esercizi commerciali.

Frodi: la situazione in Lombardia 

Per quanto riguarda nello specifico la Lombardia, sono stati 4.069 i casi di frode rilevati, dato che posiziona la regione al 2° posto della graduatoria nazionale, dietro solamente alla Campania.
A livello provinciale, il maggior numero di frodi creditizie è stato registrato nella provincia di Milano, con 1.432 casi (che la collocano al 4° posto nel ranking nazionale), seguita da Brescia, con 518 (12^ posizione) e da Varese, con 390. Oltre 300 casi in un anno anche a Bergamo e Pavia.

I beni acquistati con un finanziamento fraudolento

Tra le forme tecniche di credito in cui si registra il maggior numero di eventi fraudolenti spiccano i prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi, che rappresentano la metà del totale, seguiti dalle frodi sulle carte di credito (con il 30,7%) e da quelle sui prestiti personali, che arrivano a spiegare il 9,2% del totale.

Entrando nel dettaglio dei beni e servizi acquistati con un finanziamento ottenuto in modo fraudolento, quasi un terzo dei casi ha per oggetto elettrodomestici ma una quota significativa riguarda anche i comparti auto-moto (11,8% del totale), elettronica, informatica e telefonia (8,6%) e arredamento (8,4%).

Aumentano i casi che hanno come oggetto di frode consumi (6,9% del totale ma +57,8% rispetto alla precedente rilevazione), spese professionali, trattamenti estetici/medici e soprattutto, prodotti assicurativi, che pur spiegando solo l’1,0% sono più che raddoppiate.

Il profilo delle vittime di furto di identità

Dall’ultimo aggiornamento sui furti di identità e le frodi creditizie emerge che, ancora una volta, la maggioranza delle vittime sono uomini (61,2% dei casi).
Relativamente alla distribuzione per fascia di età, quella in cui si si rileva il maggior numero di casi è quella degli under 30 anni, con il 23,8% del totale.
Seguono la classe compresa tra i 41 e 50 anni, con il 23%, e quella tra 31 e 40 anni, con il 21,2%

Come avviene il furto d’identità?

Nell’81,7% dei casi i frodatori hanno utilizzato una carta di identità falsa o contraffatta, nel 16,1% dei casi una patente, nell’1,8% un passaporto e nello 0,3% un permesso di soggiorno.
Spesso la vulnerabilità alle frodi è accresciuta da comportamenti a rischio delle vittime, ad esempio con la disinvolta pubblicazione sul web e sui social di dati anagrafici e identificativi o informazioni personali che possono essere utilizzate dalle organizzazioni criminali per ricostruire false identità.

Per questo è indispensabile che i consumatori pongano la massima attenzione per proteggere adeguatamente la propria identità digitale, attivino un sms di allerta per controllare le transazioni con la carta di credito e sistemi che avvisano tempestivamente nel caso i dati personali vengono utilizzati per chiedere un finanziamento o se stanno indebitamente circolando sul web.

Quando vengono scoperte le frodi creditizie?

Il 53% dei casi viene scoperto entro 6 mesi, dall’altro lato continuano ad emergere frodi commesse anche 3, 4 e addirittura 5 anni prima. Queste ultime, in particolare, rappresentano il 14% del totale e risultano in costante crescita.

Infine, dall’Osservatorio CRIF-MisterCredit emerge anche che la metà delle frodi scoperte entro 6 mesi riguardava finanziamenti di importo inferiore ai 5.000 euro mentre per quelli con valore superiore ai 10.000 euro in un caso su 4 servono oltre 5 anni.


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