HomePrima PaginaOspedale di Saronno, allarme del comitato: reparti chiusi e mancanza di personale.

Ospedale di Saronno, allarme del comitato: reparti chiusi e mancanza di personale.

ospedale saronnoIl Comitato per la salvaguardia ed il rilancio dell’Ospedale di Saronno lancia l’allarme: c’è il rischio  di aver strutture all’avanguardia tra 2-3 anni ma non il personale per farle lavorare. Intanto però, l’ospedale di Saronno, che è punto di riferimento per un territorio distribuito su 4 province, da Solaro (Milano) a Turate (Como), passando per Cogliate (Monza e Brianza), oltre che ovviamente per Uboldo, Gerenzano e Caronno (Varese) continua ad avere reparti chiusi.  

Per questo il  Comitato  torna a chiedere che i servizi spostati durante l’emergenza Covid tornino a Saronno, a  partire dai reparti di Ostetricia e Ginecologia e tutto il nucleo materno-infantile.

Il Comitato non risparmia neppure critiche a quella parte di politica che ancora non si è attivata per ottenere garanzie che non riguardino solo investimenti futuri, ma assunzione di personale oggi, dato che questo è il vero problema. 

Ecco il documento presentato dal Comitato

“Il tema dell’ Ospedale ha suscitato l’intervento, negli ultimi tempi, di numerosi esponenti della vita pubblica della nostra città. Questa è senza dubbio una buona cosa.
E’, peraltro, del tutto evidente che una raccolta di firme in difesa dell’Ospedale non è uno strumento con valenza istituzionale, così come i Sindaci del comprensorio saronnese non hanno voce rispetto all’organizzazione del sistema sanitario regionale ed alla definizione della rete ospedaliera ma possono “farsi sentire” dal Governo della Regione. In due occasioni il Comitato per la salvaguardia ed il rilancio dell’Ospedale di Saronno si è rivolto ai Sindaci, ottenendo consenso ed apprezzamento solo da alcuni, generalmente di appartenenza a schieramenti differenti dal Governo regionale, con l’eccezione di Origgio.
Chiariti questi aspetti, rimane evidente il progressivo decadimento del nostro nosocomio, accelerato dalla pandemia Covid.

E’ facile lanciar proclami ma la realtà sono gli investimenti finanziati oltre 3 anni fa e sinora non utilizzati: le sale nuove operatorie forse saranno pronte nel 2022 e nulla si sa su altre opere previste.
I nuovi investimenti per la ristrutturazione della palazzina destinata all’emergenza Covid sono previsti per il 2023 quando, speriamo, la pandemia sarà un ricordo.
Le risposte alle domande che più volte abbiamo posto rimangono inevase: quali saranno i tempi di ritorno alle attività attualmente spostate a Busto e Gallarate quali interventi chirurgici e visite ambulatoriali, la riapertura del comparto materno-infantile, dell’Oncologia, il recupero delle visite e degli interventi programmati sospesi per la pandemia.

Saronno, poco più di 100 letti per un bacino di 180.000 persone 

Ma le Istituzioni (locali, regionali, aziendali) fanno orecchio da mercante, pur riempendo le pagine dei giornali con la promessa di investimenti milionari e negando la chiusura di reparti e la drastica riduzione di posti letti, al momento limitati a poco più di un centinaio per un bacino di 180.000 e più persone!
I cittadini hanno tutto il diritto di esigere risposte in tempi certi, di pretendere un Ospedale di Primo livello come previsto da DM 70 ove farsi curare e partorire i propri figli vicino a casa come avviene a Busto e Gallarate e non di sorbirsi proclami con probabili finalità elettorali!

Medici e infermieri lasciano l’ospedale di Saronno 

I seri professionisti, tutti gli operatori sanitari che hanno affrontato con abnegazione infinita la pandemia e che hanno ottenuto il plauso dell’Assessore al Welfare chiedono certezze sul futuro dell’Ospedale, altrimenti lasceranno il loro posto come sta per accadere in Ostetricia Ginecologia, in Rianimazione, in Urologia.
Siamo al capolinea, già ora diverse unità operative hanno un organico ridotto all’osso e sono in seria difficoltà a coprire i turni di 24 ore.
Corriamo il paradossale rischio di aver strutture all’avanguardia tra 2-3 anni ma non il personale per farle lavorare al servizio della domanda di salute.

 

Sono, quindi, benvenute tutte le iniziative, dalla raccolta delle firme al coinvolgimento dei Sindaci al semplice interessamento dei cittadini partecipi ad un progetto di sanità di vitale importanza per tutto il vasto comprensorio saronnese.
L’unico modo per ottenere questi risultati è un impegno unitario e convinto, senza alcun colore politico: come direbbe il grande Totò, è la somma che fa il totale!”.


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