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Omicidio in ospedale a Garbagnate, dose letale allo zio: arrestato infermiere di Paderno

Avrebbe aumentato la dose di sedativi allo zio malato terminale presso l’ospedale di Garbagnate Milanese. Con questa accusa un infermiere di Paderno Dugnano è stato arrestato poco dopo che avrebbe acquistato un biglietto di sola andata per Parigi. Un viaggio che però avrebbe tutti i contorni di un depistaggio: il 49enne non è mai salito su quell’aereo dopo aver fatto accesso all’aeroporto di Milano Linate.

Secondo quanto ricostruito carabinieri di Garbagnate, il 10 ottobre F.P. è morto nel suo letto di ospedale del Salvini. L’anziano era malato terminale sottoposto a ventilazione polmonare meccanica e in trattamento con terapia sedativa mediante l’utilizzo di un macchinario elettromedicale a pompa a infusione volumetrica. Secondo le indagini dei militari, l’uomo avrebbe ricevuto una dose particolarmente elevata di farmaci sedativi nelle 48 ore precedenti alla morte. Tutto questo sarebbe avvenuto per la manomissione della programmazione del citato macchinario, alterazione ritenuta strettamente connessa con il decesso.

Immediatamente sono state avviati approfonditi accertamenti che hanno consentito di acclarare come il personale medico avesse notato la presenza di un soggetto intento ad accudire la vittima, ritenuto dagli infermieri il nipote, ma in quel frangente rimasto non identificato. A quel punto, sono partite le indagini che avrebbero accertati come il macchinario di infusione dei medicinali esattamente nelle serate e del 9 e 10 ottobre aveva registrato rispettivamente 3 e 2 infusioni di medicinali a velocità notevolmente superiore a quella prevista dalla terapia prescritta al paziente.

Le successive estrapolazioni e analisi dei filmati di videosorveglianza dell’ospedale, a seguito anche di controllo incrociato con i dati ricavati dall’analisi dei tabulati telefonici dell’utenza mobile in uso all’indagato, risultato per di più essere un infermiere professionale e già operatore di rianimazione, nonché conoscitore del funzionamento della pompa di infusione. Nonostante il periodo con accessi vietati il Covid, il 49enne ha avuto accesso all’ospedale perché munito di speciale tesserino rilasciato dall’Ospedale per le visite al parente.

Per risalire a lui i carabinieri hanno anche incrociato i dati del suo gps installato sull’autovettura. In queste ore è stato convalidato il provvedimento di fermo, disponendo la permanenza dell’indagato agli arresti domiciliari presso la propria abitazione.


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