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Vaccini in ritardo e caos prenotazioni, oltre 70 sindaci della Area di Milano scrivono a Fontana e Gallera

vaccinoLa campagna vaccinale contro l’influenza stagionale è partita in ritardo e con il caos, come raccontiamo nelle pagine del Notiziario in edicola da oggi

Proprio oggi già 70 sindaci dell’Area Metropolitana di Milano, tra cui quello di Solaro, quello di Baranzate, quello di Paderno Dugnano e quello di Bollate, hanno sottoscritto una lunga e dettagliata lettera inviata al presidente della Regione, Attilio Fontana e all’assessore regionale alla Sanità, Giulio Gallera, per denunciare una situazione preoccupante. 

“Vi scriviamo per esortarVi a fare chiarezza rispetto al caos della presente campagna di vaccinale antinfluenzale 2020-2021 e ad intervenire apportando adeguati correttivi che
permettano l’accesso a questo presidio sanitario da parte di migliaia di cittadini, soprattutto
anziani e fragili, della nostra Città Metropolitana”.
La vaccinazione, oltre ad essere offerta gratuitamente come di consueto agli anziani, alle
persone appartenenti a categorie a rischio di complicanze e affette da patologie croniche
(cardiovascolari, respiratorie, diabete), alle donne in gravidanza ed agli addetti ai servizi
essenziali è raccomandata, in virtù della situazione emergenziale legata al Covid-19, anche
alla popolazione pediatrica tra i 6 mesi e i 6 anni e a tutte le persone a partire dai 60 anni di età (anziché i consueti 65).

Purtroppo registriamo che, diversamente da quanto previsto dalla circolare ministeriale
«Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2020-2021», non
solo la campagna vaccinale – impostata dalla Direzione Generale Welfare di Regione
Lombardia ma poi scaricata in toto sull’ATS – non è partita ad inizio ottobre, ma risulta essere incredibilmente in ritardo  avendo, a distanza di un mese, coinvolto una
infinitesima porzione dei possibili destinatari.

Vaccini, a Milano e hinterland molti rischiano di restare esclusi

Negli ultimi giorni, abbiamo toccato con mano lacune, anche organizzative, che a nostro
sentire potrebbero purtroppo inficiare l’azione vaccinale diffusa che è richiesta per godere
dei benifici di protezione al livello vasto della popolazione.
Rischiamo infatti che gran parte dei pazienti non riesca a vaccinarsi, mettendo a
repentaglio la salute della parte più fragile dei nostri cittadini, creando nuova confusione per via della co-circolazione con il Covid-19, appesantendo il già gravoso carico dei medici e delle strutture sanitarie, proprio nel mezzo della seconda ondata pandemica.

Da un confronto con i medici di medicina generale e suffragati dalle ultime comunicazioni
pubbliche dell’Ordine dei Medici, abbiamo verificato che tali figure dispongono al momento
di 50 dosi al massimo di vaccino, neanche sufficienti per le categorie dei pazienti cosiddetti
“superfragili”, a fronte di richieste mediamente di 400-500 dosi a testa.

Vaccini, mancano i medici di base in molte aree del Nord Milano 

Gli stessi non hanno inoltre certezze rispetto alle forniture delle successive dosi, rendendo impossibile una pianificazione adeguate delle attività connesse e una gestione ordinata dei pazienti.
Si aggiunga che per via della Penuria di medici, aggravata dai tanti pensionamenti senza sostituzione dell’ultimo periodo e dall’indisponibilità di alcuni di loro, diversi cittadini non hanno la possibilità di vaccinarsi se non nelle sedute presso le sedi vaccinali dell’ASST o presso sedi esterne, individuate con la collaborazione degli enti locali. A questo proposito, nel corso degli scorsi mesi, noi sindaci abbiamo condiviso con l’ATS Città di Milano la necessità di favorire una campagna il più capillare possibile ed abbiamo risposto mettendo a disposizione nei nostri territori numerosi spazi di proprietà comunale.

Siamo rimasti profondamente delusi nell’apprendere che i calendari vaccinali risultano estremamente risicati  e che è decisamente limitato il coinvolgimento delle sedi proposte da noi sindaci”.

La lunga lettera dei sindaci prosegue denunciando situazioni paradossali, con pazienti anziani costretti a muoversi fuori comune, anche a distanze elevate, in periodo di lockdown, per poter accedere al vaccino. Inoltre, non ci sono indicazioni precise sulla quantità di dosi di vaccino a disposizione e sui tempi in cui questa campagna potrà essere conclusa. 

“In qualità di Sindaci -si conclude la lettera- per sensibilità e per le nostre attribuzioni in materia di Salute Pubblica, rinnoviamo la nostra disponibilità a collaborare per favorire la piena efficacia della campagna vaccinale antinfluenzale per il bene delle nostre comunità, della Città Metropolitana e della nostra Regione”.



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