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Decreto Ristori-ter, in Lombardia servirà solo a chi vende scarpe, mentre la Tari resta per tutti

decreto Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Ristori-ter che contiene nuove misure a sostegno delle attività chiuse o ridotte dal lockdown in corso, ma non ha affrontato due questioni: il rinvio delle scadenze fiscali per le aziende in difficoltà e il pagamento della Tari, tassa rifiuti comunale per quelle attività che, essendo chiuse, i rifiuti non li producono. La questione scadenze fiscali dovrebbe essere affrontata a breve nel Decreto Ristori-quater, mentre il problema Tari appare più complesso.

Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire chi in Lombardia beneficerà dei nuovi fondi stanziati dal Governo con Ristori-ter.

Il decreto ha una portata di 2 miliardi di euro, ma è bene chiarire che questi soldi non andranno ad aumentare i ristori già concessi con i primi due decreti per le attività (bar, ristoranti, palestre, eccetera) che sono chiuse o costrette a volumi minimi lavorando con l’asporto. Per quelle attività resta la regola dei ristori proporzionati a quelli elargiti dopo il primo lockdown. Chi ne beneficerà sono invece i negozi di calzature e accessori (codice Ateco 47.72.10), che non erano stati inseriti tra i beneficiari dei decreti precedenti e che sono stati inseriti in questo: anche per loro dunque giungerà il 150% del ristoro elargito con la prima ondata di virus.

La maggior parte dei 2 miliardi stanziati dal Ristori-ter andranno invece a stanziare ristori a quelle attività che si trovano in regioni che sono diventate zona rossa in un secondo tempo, dunque non è il caso della Lombardia.

Sostegni alimentari, le cifre possibili per Saronno, Bollate, Paderno Dugnano 

400 milioni vengono invece destinati a tutti i comuni d’Italia per elargire sostegni alimentari alle persone più in difficoltà, sostegni da erogare entro 7 giorni dall’approvazione del decreto. Resta da chiarire come tali fondi saranno suddivisi, poiché il comunicato pubblicato su www.governo.it non lo chiarisce. Se lo stanziamento dovesse essere proporzionato alla popolazione, un comune come Saronno o Bollate percepirebbe 246mila euro da spendere subito, Paderno Dugnano riceverebbe 320mila euro, un comune delle dimensioni di Garbagnate, Novate, Arese o Cormano tra i 130 e i 160mila euro.

Ma in passato questi contributi sono stati elargiti in modo diverso, privilegiando le regioni del sud, dunque non è detto che i comuni della nostra zona ricevano gli importi sopra esemplificati. Ma più o meno le cifre dovrebbero essere quelle. Vedremo come i comuni si attrezzeranno per gestire questo nuovo flusso di denaro.

Tornando invece alla questione della Tari, da più parti è stato sollevato il problema che le attività chiuse si trovano a dover pagare la Tassa rifiuti pur non producendo in questo periodo rifiuti (e per bar e ristoranti può significare anche da 3-400 euro al mese di tassa, se non di più per i locali molto ampi). Non è giusto doverla pagare, ma ormai tutti i comuni hanno già deliberato ed emesso i bollettini di pagamento. Come uscirne? Il premier Conte all’Assemblea nazionale dell’Anci ha ipotizzato uno stop alle tasse comunali e al canone di occupazione suolo pubblico per il 2021, ma al momento è solo un’ipotesi prima di finanziamenti e di atti concreti. Per ora, dunque, si devono pagare i bollettini della Tari.


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