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Garbagnate: in bici nel Parco, minacciato con la pistola e picchiato, l’aggressore preso e subito rilasciato

Un uomo di Garbagnate è stato minacciato con la pistola e picchiato mentre pedalava in bici nel Parco delle Groane.

E’ stato aggredito e brutalmente picchiato nel Parco delle Groane, mentre si trovava in bicicletta all’altezza di Solaro,  da un magrebino che poi è stato arrestato dai Carabinieri, ma lasciato a piede libero dal giudice.

E’ la brutta vicenda che ci racconta un 62enne, di Garbagnate, in pensione da due anni. Ha atteso qualche settimana prima di raccontarcela, perché doveva riprendersi dallo choc, ma adesso non può tenere per sé la propria indignazione.

“E’ successo il 13 ottobre verso mezzogiorno – ci racconta – ero andato a fare un giro in bici fino a Cucciago e stavo tornando verso Garbagnate. Giunto a Solaro, stavo percorrendo la pista ciclabile del Parco delle Groane dietro l’Electrolux, quando all’improvviso, dopo una curva, è sbucato fuori un uomo, chiaramente magrebino: si è messo in mezzo alla ciclabile tenendo una pistola in mano, non so se fosse vera o giocattolo, ma certo era di metallo. Mi ha detto: ‘Fermati o ti sparo!’.

Al momento non ti rendi conto della situazione, così d’istinto ho accelerato per cercare di passare. Lui mi si è buttato addosso e mi ha fatto cadere, poi ha preso il calcio della pistola e ha cominciato a picchiarmi in testa violentemente, ripetendo che mi sparava. Per fortuna avevo il casco che mi ha riparato dalle botte più violente: se non avessi avuto il casco mi sa che rimanevo lì in mezzo al bosco”.

“Io ho cercato di proteggermi, poi sono riuscito a liberarmi e ad allontanarmi a piedi, perdendo sangue dalla testa. Lui a quel punto ha preso la mia bicicletta elettrica da trekking (l’avevo pagata 5mila euro, era il mio regalo di pensionamento) ed è scappato. Poco dopo ho incontrato una badante con un anziano, la signora mi ha prestato il telefono, così ho chiamato i soccorsi”.

“I Carabinieri sono arrivati subito, mi hanno fatto vedere una foto e l’ho riconosciuto immediatamente: era il mio aggressore. Mi hanno detto che ha aggredito e rapinato anche altre persone e che erano in giro a cercarlo. Poi l’ambulanza mi ha portato al Pronto soccorso di Garbagnate, dove mi hanno medicato e mi hanno dato dei punti sopra l’arcata sopracciliare”.

Nel frattempo l’aggressore è stato catturato dai Carabinieri, e qui comincia la seconda parte della vicenda, che ha il sapore di una beffa.

Uscito dal Pronto soccorso, i Carabinieri hanno chiesto al 62enne garbagnatese di andare in caserma dove ha riconosciuto il suo aggressore con quasi certezza, guardandolo da dietro un vetro.

Ma quando i carabinieri hanno trasmesso gli atti al giudice, questo ha valutato che fossero passate troppe ore tra l’aggressione e il momento in cui il pericoloso rapinatore è stato fermato dai Carabinieri, per cui non c’era più flagranza di reato: per questo motivo non ha disposto l’arresto, ma lo ha lasciato subito libero con una semplice denuncia per rapina a mano armata.

“Io sono rimasto sconcertato: se non avessi avuto il casco in testa, mi avrebbe ammazzato! Non è possibile che si debbano vivere situazioni simili solo perché si va tranquillamente a fare una passeggiata in bicicletta al Parco delle Groane! E non è possibile che certe persone vengano lasciate libere di andare in giro”.

E come dar torto a questo garbagnatese? Solo un mese fa tra Bollate e Senago, sempre nel Parco, un runner è stato affrontato da quattro stranieri, di cui uno armato di machete, che non si accontentavano della bicicletta ma volevano anche portafogli e orologio. E diversi altri episodi sono avvenuti nella zona, incluso l’accoltellamento di una donna settimana scorsa tra Caronno e Saronno, nel Parco del Lura”.

“Nei nostri parchi naturali le amministrazioni spendono i soldi dei cittadini per creare piste ciclabili e renderli vivibili, ma se poi si lasciano in mano alla delinquenza, che vivibilità è?”



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