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“Tiny pretty things”, la recensione – Rivalità e scandali nel mondo della danza

 

di Stefano Di Maria

Una ballerina danza sul cornicione di un palazzo, incurante del rischio di cadere nel vuoto. Nell’oscurità spunta una figura misteriosa, nascosta da una felpa con cappuccio, che raggiunge la ragazza e la spinge facendola precipitare. Comincia così, come il più classico dei gialli, la serie TINY PRETTY THINGS, una delle uscite di dicembre targate Netflix, destinata a un pubblico giovanile ma non solo.

Ma il giallo è soltanto uno degli ingredienti di questo lungo show, raccontato in dieci episodi di un’ora, ambientato nella prestigiosa Archer School of Ballet di Chicago: storie d’amore che nascono e finiscono, segreti inconfessabili che potrebbero distruggere reputazioni, rivalità per primeggiare su tutti, abusi sessuali, discriminazione e dipendenza dai farmaci. Troppa carne al fuoco, senza dubbio, tanto che nessun tema viene approfondito e trattato come meriterebbe. Tuttavia, se nelle intenzioni degli autori c’era la volontà di intrattenere tenendo inchiodati alla poltrona, l’operazione è riuscita bene. E a giocare a favore sono le bellissime coreografie (non solo in sala prove e sul palco ma anche sulle strade di Chicago), frutto della notevole bravura degli attori-ballerini.  

Al netto dei difetti, compresi una trama talvolta tirata per i capelli e gli improbabili sogni che dovrebbero aprire le menti dei sognatori sui propri sbagli, TINY PRETTY THINGS è una serie molto ben confezionata. Ci apre gli occhi, pur estremizzando le dinamiche interpersonali, sul mondo della danza classica: la passione, le fatiche quotidiane per allenarsi, le rivalità e i compromessi con cui si è costretti a scendere a patti. Ne esce il ritratto di ragazzi combattuti fra il desiderio di emergere e il dover fare i conti con la propria coscienza; dal canto loro, gli adulti ne escono a pezzi, volendoli solo usare per i propri fini, senza preoccuparsi troppo delle loro emozioni. Che poi è quello che traspare dall’omonimo libro da cui è tratta la serie, scritto da Sona Charaipotra e Dhonielle Clayton, realizzato per Netflix dallo showrunner Michael MacLennan.

TINY PRETTY THINGS ci lascia svelando il colpevole cercato a lungo dalla poliziotta che indaga, ma anche con un nuovo colpo di scena che apre le porte a una seconda stagione, che potrebbe sopperire alle mancanze della prima.

 

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