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Scuola, situazione grave, i sindaci scrivono a Conte, Azzolina e Fontana: più impegno per i nostri ragazzi

scuola covidCi sono le firme di 110 sindaci dell’area metropolitana di Milano sotto la lettera inviata ieri al presidente del Consiglio Conte, al ministro all’Istruzione Azzolina e al governatore della Lombardia, Attilio Fontana, per chiedere maggiore attenzione agli studenti e alla ripresa dell’attività scolastica, sottolineando i danni e i disagi provocati dalla situazione attuale. 

Tra i firmatari ci sono i sindaci di Bollate, Baranzate. Arese, Solaro, Senago, Novate Milanese, Paderno Dugnano. Qui sotto il testo integrale della lettera 

 

Nei giorni scorsi molte rappresentanze dei Consigli d’Istituto, dei Dirigenti Scolastici, dei Docenti di alcuni comuni della Città metropolitana di Milano vi hanno sottoposto un’istanza per il ripristino dell’attività in presenza delle scuole secondarie.
Nelle ultime ore abbiamo assistito al cambio di colore della Regione Lombardia e da oggi la nostra Regione sarà “arancione”. Siamo increduli e amareggiati per le ragioni che stanno emergendo alla base del cambio di colore in alcun modo legate all’andamento pandemico, con questa lettera però ci preme richiamare la vostra attenzione sul mondo della scuola, sui ragazzi e sul prezzo che stanno pagando.

Famiglie preoccupate per i limiti della Dad 

Il cambio di colore della nostra Regione non modifica in alcun modo le nostre richieste, l’incertezza in cui ci stiamo muovendo in questo momento, non cancella il rischio di un ritorno in zona rossa e le criticità che continuiamo a vivere.
Ci facciamo carico della preoccupazione delle nostre famiglie, perché siamo consapevoli di quante difficoltà stia causando il perdurare della didattica impartita a distanza dal punto di vista dell’insegnamento, dell’apprendimento e della socialità dei nostri ragazzi.

Sforzi economici enormi da parte dei comuni per adeguarsi ai Dpcm

Siamo ben consapevoli che il tentativo di limitare al massimo gli spostamenti per ridurre drasticamente i contagi sia alla base delle vostre decisioni.
Cionondimeno, sottolineiamo un aspetto non di poco conto: immediatamente dopo la fine del lockdown di questa primavera ciascuna delle nostre amministrazioni si è fatta carico di ingenti investimenti per adeguare le strutture scolastiche, acquistare arredi idonei, mettere a disposizione spazi alternativi, collaborare con le scuole per gli aspetti che attengono la sanificazione dei luoghi e organizzare in maniera coerente con i decreti che si sono susseguiti da marzo 2020 a oggi i servizi scolastici e parascolastici, compreso il trasporto scolastico nei comuni che prevedono questo servizio.

Ogni sforzo è stato messo in campo per garantire un rientro a scuola in sicurezza e coscienza, facendo leva sul senso di responsabilità di ciascuno e chiedendo a tutti, famiglie, insegnanti, personale scolastico e istituzioni locali ogni sacrificio necessario per raggiungere questo obiettivo.
Dai nostri territori arrivano segnali allarmanti sul rischio della dispersione scolastica e le conseguenze sulla salute psicofisica degli adolescenti, privati delle attività scolastiche, sociali e sportive.

Lo strumento della DAD (o DDI, come dopo l’estate abbiamo imparato a chiamare le attività a distanza) è stato un valido strumento per la prima fase dell’emergenza, ora mostra tutti i suoi limiti e le pesanti conseguenze se utilizzato in via esclusiva e prolungata.

Garantiamo dunque che la stessa serietà posta in campo sinora (e garantita per i bambini e ragazzi che hanno continuato a frequentare le scuole primarie e secondarie di primo grado, classi prime) caratterizzerà l’agire delle nostre amministrazioni fino alla fine dell’emergenza sanitaria.

Senza mettere in discussione le motivazioni di tipo sanitario che hanno portato alla decisione di escludere, in zona rossa, le classi seconde e terze secondarie di primo grado e tutti gli istituti superiori dalla didattica in presenza, chiediamo una profonda riflessione rispetto alle conseguenze di questa scelta e chiediamo di mettere in campo soluzioni per il rientro a scuola, tenendo conto delle diverse peculiarità geografiche, logistiche e organizzative che contraddistinguono gli oltre 1500 differenti comuni lombardi.

Comprendiamo lo stato di emergenza ma serve un cambio di passo che permetta sia di combattere la diffusione del virus sia di garantire un ritorno a scuola per tutti in sicurezza.

I nostri ragazzi sono il nostro futuro, meritano attenzione, ascolto e noi dobbiamo loro la certezza di fare ogni sforzo possibile per garantire un futuro migliore, qualsiasi saranno le prove a cui questa emergenza sanitaria ci chiamerà”


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