Home Prima Pagina Sciopero nazionale 29 gennaio: si fermano treni, voli e scuola

Sciopero nazionale 29 gennaio: si fermano treni, voli e scuola

Per la giornata di venerdì 29 gennaio, le associazioni sindacali SI COBAS e SLAI COBAS hanno proclamato uno sciopero nazionale di 24 ore di tutte le categorie e dei settori lavorativi, pubblici, privati e cooperativi.

Lo sciopero generale comprenderà il personale del Gruppo FS e Italo, oltre ai dipendenti della logistica dei trasporti, dei corrieri e anche il personale scolastico. Per l’intera giornata del 29 saranno probabili cancellazioni, ritardi o problemi legati a questi settori, nonostante sia comunque garantito il servizio minimo essenziale.

Trenitalia garantisce, soprattutto su base regionale, i servizi essenziale in alcune fasce orarie: dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21 i treni Trenord non avranno avere problemi legati allo sciopero.

Anche il personale Enav di Alitalia parteciperà allo sciopero generale, dalle 13 fino alle 17. Sono già stati cancellati alcuni voli previsti per venerdì 29.

Sarà sensibile allo sciopero anche il settore scolastico, coinvolto in veste principale dalle sigle sindacali. Lo fa sapere il Miur, tramite una nota, e SI COBAS, sul cui sito riporta le motivazioni di tale coinvolgimento:

“La pandemia non allenta la sua morsa e diventa una condizione per lo smantellamento della istruzione pubblica. Nessun atto concreto a sostegno alla Scuola Pubblica, solo vuoti e non realizzati annunci di potenziamento. La didattica a distanza, con i computer, causa solo l’aumento del divario tra alunni di diverse classi sociali. Il Governo decide di riaprire le scuole, ma le decisioni prese (solo il 50% degli alunni per classe, a turno) non tutelano in alcun modo gli alunni delle classi popolari che hanno spesso difficoltà di seguire le lezioni da casa, perché non hanno spazio o perché non hanno i mezzi per collegarsi in maniera efficiente. Alla carenza di personale si è fatto fronte con le “assunzioni per Covid-19”. Per il governo il lavoro può essere solo precario e ripropone contratti a tempo determinato e interinali al pari degli imprenditori privati. Come se non bastasse viene pagata a questi lavoratori solo una mensilità su tre. Molti diranno che non si debba far sciopero in questo periodo. Per queste persone noi dobbiamo lavorare alle loro condizioni di disagio e pericolo, ma se possiamo lavorare possiamo anche scioperare: per rivendicare il pagamento degli stipendi arretrati; per la tutela e la sicurezza degli alunni e delle lavoratrici e dei lavoratori; per aumenti salariali; per adeguamento dell’organico alle maggiori necessità di questo periodo di crisi. Con la didattica a distanza vogliono atomizzare le nostre esistenze”.

 


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