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Paderno, la rabbia del pizzaiolo: “A 10 mesi dalla multa in lockdown, mi chiudono la pizzeria per 5 giorni”

“Oltre il danno, la beffa. Ora dopo una multa da 280 euro perdo l’incasso di un intero fine settimana”. C’è rabbia nelle parole di Mario Spadafora. Da 7 anni sforna pizze nella sua pizzeria di via don Dossetti a Paderno Dugnano che gestisce assieme alla moglie proprio di fronte alla biblioteca. Ma per tutto questo fine settimana dovranno stare con le braccia incrociate.

“Come se non bastasse non possiamo neanche entrare in negozio per sistemare la merce che rischia di andare a male”, dice il pizzaiolo. Giovedì mattina la Finanza si è presentata con un’ordinanza in mano: licenza sospesa per 5 giorni. Mario e sua moglie devono rimanere chiusi. Tutta colpa di una multa di ben 10 mesi fa.

È il 30 aprile del 2020, dopo il primo lockdown le attività commerciali riprendono lentamente. Per bar, ristoranti e pizzerie è consentito effettuare solo la consegna a domicilio. È assolutamente vietato per evitare assembramenti avere clienti in negozio o consegnare cibo all’esterno. L’unica possibilità consentita dal Dpcm in questa fase è quella dell’asporto. “Potevo consegnare le pizze a un cliente solo alle 19:30, lui però aveva fretta ed è passato in negozio”, racconta Spadafora. A quella consegna assiste anche la Guardia di Finanza che interviene immediatamente. Risultato: 280 euro di verbale per il pizzaiolo e altrettanti per il cliente.

“Un conto salato per 3 pizze da 15 euro, ma ho pagato la multa e non ho detto nulla”, afferma Spadafora. Sembrava un capitolo chiuso fino a giovedì mattina: “Si presentano due finanzieri con un’ordinanza del Prefetto: licenza sospesa per 5 giorni”. Un fulmine a ciel sereno per la pizzeria che proprio al giovedì acquista la merce per il fine settimana. “Oltre al danno da 4mila euro per il mancato incasso, non possiamo neanche entrare in negozio perché ci sono i sigilli che verranno tolti martedì mattina dai finanzieri”, dice Spadafora. E c’è anche dell’amarezza: “Non è neanche bello dopo 7 anni di lavoro vedere quel cartello sulla nostra vetrina”. 


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