Home Prima Pagina Lombardia, rinviata la riapertura degli impianti sciistici. Confcommercio: "Gli imprenditori meritano rispetto"

Lombardia, rinviata la riapertura degli impianti sciistici. Confcommercio: “Gli imprenditori meritano rispetto”

A poche ore da quella che sarebbe dovuta essere la giornata della riapertura degli impianti sciistici, fissata da tempo al 15 febbraio, è arrivata la revoca dei permessi da parte del Ministro della Salute Roberto Speranza. Una decisione arrivata improvvisamente e che ha spiazzato tutti, dagli operatori del settore agli amanti della neve, passando poi per i politici locali.

Assurdo apprende notizie così importanti da agenzie di stampa, bisogna rivedere tutto il sistema” ha tuonato il Presidente della Lombardia Attilio Fontana. “Trovo assurdo apprendere dalle agenzie di stampa la decisione del ministro della Salute di non riaprire gli impianti sciistici a poche ore dalla scadenza dei divieti fin qui in essere, sapendo che il Cts aveva a disposizione i dati da martedì, salvo poi riunirsi solo sabato. Una decisione dell’ultimo secondo che dà un’ulteriore colpo gravissimo a un settore che faticosamente ha riavviato la propria macchina organizzativa. Ancora una volta si dimostra che il sistema delle decisioni di ‘settimana in settimana’ è devastante sia per gli operatori, sia per i cittadini. Solo sette giorni fa lo stesso Cts nazionale aveva dato il via libera a un regolamento molto severo per poter riaprire. Su quella base avevamo consentito la riapertura“.

Dalla Giunta le critiche sono arrivate anche dagli Assessori regionali della Montagna, Massimo Sertori, e dello Sviluppo Economico, Guido Guinesi. L’Assessore Sertori ha preteso le scuse del Ministro Speranza, chiedendo anche che sia dato un indennizzo agli operatori turistici; l’Assessore Guinesi ha invece così commentato: “Non si può dalla sera alla mattina dire a chi si è rifornito, a chi si è organizzato, a chi ha formalizzato contratti stagionali che non può lavorare. Ci vuole buon senso e avere buon senso è conoscere il mondo del lavoro. Così il danno economico è doppio: con sole 12 ore di anticipo è stata cancellata una programmazione di settimane. È davvero inaccettabile il fatto che qualcuno non se ne renda conto“.

L’ira per la scelta del Governo di non riaprire gli impianti sciistici si è fatta sentire anche da Confcommercio: “Siamo alle solite, è un modo di procedere che ci lascia francamente sconcertati. Non è possibile che la comunicazione arrivi a poche ore da quella che doveva essere la riapertura. Il danno sarà enorme: alberghi, negozi, ristoranti, centinaia di imprese avevano pianificato la ripartenza richiamando dipendenti, si erano rifornite, avevano accettato prenotazioni. Gli imprenditori meritano rispetto. Questa mossa dell’ultimo minuto rischia di essere il colpo finale anche per chi, a fatica, era riuscito a restare in piedi dopo mesi di chiusura. La stagione, mai di fatto partita, è praticamente finita: la situazione è estremamente grave per il comparto della montagna si rischia davvero il punto di non ritorno. Le imprese dovranno essere risarcite velocemente, ma il caos generato dall’ennesimo annuncio tardivo avrà un impatto non meno grave della stessa chiusura“.


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