Questa mattina, fin dall’apertura della camera ardente nel Municipio di Limbiate, alle 10, si è formata una lunga coda di persone per rendere omaggio a Luca Attanasio, ambasciatore italiano in Congo ucciso lunedì mattina in un agguato.
Il feretro, posizionato nell’atrio del Municipio, è presidiato da due carabinieri in alta uniforme e tra i primi a rendere omaggio, questa mattina anche il generale di corpo d’armata Claudio Vincelli, Comandante Interregionale Carabinieri “Pastrengo” e il generale Andrea Taurelli Salimbeni, Comandante della Legione Carabinieri Lombardia, portando la vicinanza dell’Arma alla famiglia del diplomatico italiano.
Intanto la moglie di Luca Attanasio Zakia Seddiki, in un’intervista a “il Messaggero”, rilanciata dall’Ansa ha detto “Luca è stato tradito da qualcuno vicino a noi, alla nostra famiglia. Quella mattina la sua era un’operazione che non implicava direttamente il suo lavoro di ambasciatore”.
Le parole della moglie di Luca Attanasio
“Quella mattina -prosegue la moglie- ci siamo scritti via WhatsApp. Lui lo faceva sempre, mi ha mandato due foto nel giro di pochissimi minuti – spiega – Venti minuti dopo mi ha ripetuto la stessa frase che mi diceva quando non eravamo insieme: Ti amo amore mio e mi mancate. Era tranquillo, sorridente. Non avevo nessuna percezione del pericolo e come me, lui. Anche nell’ultima foto, quella con il carabiniere Iacovacci rimasto vittima insieme a Luca nell’agguato. Nello scatto, sorridono e salutano.
L’appuntamento di quella mattina poi era in programma da tempo per un progetto del World Food Programme. E invece…”.
“Saranno le indagini ad accertare cosa è accaduto nella foresta. In queste ultime ore sono stata travolta dagli eventi, dal dolore per me, per la mia famiglia distrutta. L’unica risposta che mi sono data, e che posso dare, è che qualcuno che conosceva i suoi spostamenti ha parlato, lo ha venduto e lo ha tradito. Mentre io ho perso l’amore della mia vita”.






