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Al San Gerardo di Monza un intervento eccezionale di separazione in due parti del fegato

Ospedale San Gerardo Monza

All’Ospedale San Gerardo di Monza è stato eseguito il primo intervento di resezione epatica in due tempi con tecnica laparoscopica per asportare un tumore primitivo. Nello specifico, si è trattato di un intervento di separazione in due parti del fegato.

L’utilizzo di questa complessa tecnica si è resa necessaria per la presenza di un tumore primitivo del fegato che, a causa delle sue dimensioni e della sua localizzazione, necessitava dell’asportazione completa del fegato di destra, data l’impossibilità di intervenire con una singola operazione secondo la tecnica tradizionale in quanto il fegato residuo di sinistra non sarebbe stato sufficiente per garantire un funzionamento adeguato.

Il difficile doppio intervento chirurgico prende il nome di mini ALPPS laparoscopica, Associating Liver Partition and Portal vein ligation for Staged hepatectomy, cioè separazione del fegato associata alla legatura della vena porta per epatectomia in due tempi eseguita per via mininvasiva.

L’intervento è stato eseguito al San Gerardo dall’équipe della chirurgia epatobiliare, afferente alla chirurgia Generale 1 diretta dal prof. Marco Braga, composta dal prof. Fabrizio Romano, dal dott. Mattia Garancini e dal dott. Mauro Scotti, chirurghi e docenti dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca con precedente percorso formativo presso centri di eccellenza come l’Istituto Nazionale dei Tumori, il Niguarda e l’Humanitas.

Come spiega il prof. Romano “si tratta di una recente procedura di chirurgia la cui
esecuzione avviene in due distinti interventi. Dopo gli accurati studi volumetrici che hanno
evidenziato un non adeguato volume del fegato di sinistra residuo, durante la prima parte
abbiamo diviso la parte di fegato sano dal fegato di destra in cui vi era la lesione tumorale associando l’isolamento e la chiusura della vena porta di destra seguita dalla parziale separazione delle due parti del fegato, eliminando così le connessioni fra le due porzioni di
fegato e di fatto togliendo ‘nutrimento’ alla parte di fegato colpita da tumore. In questo
modo l’apporto di sangue sottratto al fegato di destra, sede della malattia epatica, ha
consentito alla parte sana di crescere di volume molto rapidamente, raggiungendo le
dimensioni necessarie per l’ottimale funzionalità dopo soli 7 giorni dal primo intervento
chirurgico) rispetto alle tecniche abituali che avrebbero richiesto dalle 4 alle 8 settimane per permettere alla parte sana di ricrescere“.

Questo tempo è stato eseguito per via laparoscopica, riducendo così l’invasività della
procedura. La seconda operazione di asportazione del lobo epatico destro è stata eseguita
appunto ad una settimana dalla prima, dopo aver verificato tramite TAC volumetrica che la
parte di fegato sano avesse raggiunto le dimensioni sufficienti per consentire la piena
funzionalità epatica e quindi la sopravvivenza del paziente (+23% di aumento del fegato
sano di sinistra).

Al termine del secondo intervento, il paziente è stato trasferito in Terapia intensiva come
già programmato per la prima notte, il giorno dopo portato in reparto. Il successivo decorso
postoperatorio è stato regolare senza complicanze chirurgiche e mediche di rilievo. “Si è trattato di un intervento unico per la ASST di Monza – sottolinea il Direttore prof. Marco
Braga – eseguibile, per la complessità del caso, solamente in pochi centri in Italia, oltre che
da chirurghi dedicati a questo tipo di chirurgia“.

È molto importante concentrare la nostra attività sull’applicazione di tecniche innovative a
vantaggio dei nostri pazienti – aggiunge il Direttore Generale della ASST Monza Mario
Alparonee questo grazie all’interazione delle attività di ricerca universitaria con quella
clinica che al San Gerardo trova un ambito di applicazione ideale“.


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