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Ddl Zan, sabato 8 la manifestazione a Milano: dibattito aperto anche in provincia

Manifestanti in piazza il 10 ottobre scorso a Milano

AGGIORNAMENTO SABATO 8 MAGGIO ORE 15: Intervista ad Alessandro Zan, presente alla manifestazione di Milano 

 

Pro o contro, la legge sull’omo-bi-transfobia e la misoginia continua a dividere l’opinione pubblica. Domani all’Arco della Pace di Milano i favorevoli scenderanno in piazza a sostegno del disegno di legge presentato dal deputato del Pd Alessandro Zan. Il testo, approvato dalla Camera dei Deputati lo scorso 4 novembre e attualmente fermo in Commissione Giustizia al Senato, introduce nel Codice penale l’aggravante per chi discrimina o arreca violenza morale e fisica per motivi fondati sull’orientamento sessuale, l’identità di genere e la disabilità. La mobilitazione “Il tempo è scaduto”, organizzata dall’associazione Sentinelli di Milano, arriva ad una settimana esatta dalle polemiche scatenate dal cantante Fedez che dal palco del Concerto del Primo Maggio a Roma aveva difeso la proposta di legge attaccando la Lega da sempre contraria al provvedimento.

Cirinnà sul Ddl Zan: “Case rifugio renderanno le città di provincia più inclusive”

In vista della manifestazione, originariamente prevista in piazza della Scala, il dibattito tra favorevoli e contrari si accende in città così come in provincia. Difende il provvedimento la senatrice Pd Monica Cirinnà, “madrina” della legge sulle unioni civili approvata dal Parlamento nel 2016: «Il ddl Zan non interviene soltanto nella sfera penale ma mette in campo anche azioni di prevenzione sul piano sociale e culturale. – afferma a Il Notiziario.net – Penso in modo particolare alla prevista istituzione, su tutto il territorio nazionale, di centri contro le discriminazioni e case rifugio: veri e propri presidi di prossimità, che contribuiranno a rendere anche le realtà lontane dalle grandi città più aperte e inclusive». Dalla Brianza, Nicoletta Mariani, educatrice di Seregno e membro del direttivo di AGedO – Associazione Genitori di Omosessuali, in piazza ci sarà: «Io ho un figlio omossessuale che ha fatto coming out una decina di anni fa, decisione che ho accolto con sollievo ma in altre famiglie non è così. – racconta – Se nel Ddl Zan ci sarà un aggravante per i reati di omo-bi-transfobia finalmente si darà un nome a queste violenze che si verificano di continuo». «Parteciperò. Questa legge può servire ai ragazzi vittime di violenza per capire che non solo da soli ma c’è una società civile che li ascolta. – commenta il figlio di Nicoletta, Davide Giannobi – In Brianza i casi di omofobia vanno diminuendo però abbiamo ancora da fare tanta strada». Da Arese, la consigliera comunale Paola Pandolfi ricorda come il tema dei diritti interessi non solo le grandi città ma anche i piccoli centri: «Qui si sconta l’assenza di associazioni e movimenti che caratterizzano invece Milano città e una sensibilità in gran parte ancora da costruire, anche in collaborazione con gli istituti scolastici».

I vescovi: Ddl Zan testo ambiguo, serve un dialogo aperto e non pregiudiziale

Contrari all’approvazione della legge Zan si schierano il centro-destra e una parte del mondo cattolico. La Lega ha annunciato la presentazione in Senato di una controproposta: per il leader del Carroccio Matteo Salvini, il testo è “snello” e dà “il via libera all’inasprimento delle pene, ma toglie la questione dei bambini, della scuola e tutto ciò che comporta la censura e i reati di opinione”. La Cei – la conferenza episcopale italiana – ha criticato con una nota scritta il provvedimento sull’omofobia: «In questi mesi sono affiorati diversi dubbi sul testo del ddl Zan in materia di violenza e discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere, condivisi da persone di diversi orizzonti politici e culturali. È necessario che un testo così importante cresca con il dialogo e non sia uno strumento che fornisca ambiguità interpretative».

Da Saronno interviene Lucio Bergamaschi di Forza Italia che in estate ha partecipato ad una manifestazione per la libertà di pensiero in piazza Libertà: «Scendere in piazza in questo momento con la pandemia ancora in corso è un problema. Al Senato è stata presentata una proposta di legge di Licia Ronzulli che si basa sul rafforzamento delle aggravanti di pena che sono contemplate nell’articolo 61 del codice penale aggiungendo anche le fattispecie della discriminazione per motivi sessuali. Sento la senatrice Cirinnà dire che la legge Zan non si tocca ma in Parlamento tutte le leggi si possono discutere se no dove sta la libertà di opinione?», dice Bergamaschi.

In piazza a Milano è prevista la presenza del papà della legge Zan mentre il sindaco meneghino Beppe Sala interverrà con un videomessaggio. Presenti sul palco anche Jean Pierre, il ragazzo vittima a febbraio di un’aggressione alla stazione metro Valle Aurelia a Roma, oltre a personalità del mondo dello spettacolo, con adesioni di artisti come Paola Turci, Malika Ayane e Loredana Berté.

Claudio Agrelli


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