HomePrima PaginaUboldo, un euro a pizza per far tornare a sorridere Jessica

Uboldo, un euro a pizza per far tornare a sorridere Jessica

In questi giorni sono tutti mobilitati per aiutare Jessica Di Ciommo, la 28enne di Uboldo che si trova in stato vegetativo da quando è stata colpita da un aneurisma: associazioni locali e un gruppo di pizzaioli d’Italia, colpiti dalla sua storia, hanno deciso di attivarsi per lanciare delle raccolte fondi che serviranno a pagare le cure. La famiglia di Uboldo, molto conosciuta anche a Gerenzano, ha lanciato una gara di solidarietà che ha già fruttato oltre 20mila euro. Fondi coi quali si potranno sostenere le spese per le cure e gli interventi in corso in Italia, con la prospettiva di ricoverarla in una clinica specializzata di Innsbruck.

A prendere a cuore la vicenda di Jessica è anche il mondo associativo, che in questo periodo ha lanciato diverse iniziative finalizzate a raccogliere fondi da devolvere alla famiglia per aiutarla a sostenere tutte le spese. A questo scopo è servito l’evento “Musica sotto le stelle”, organizzato da Officine musicali, durante il quale è stato allestito un ciringuito per cocktail in collaborazione con le contrade Taron, San Cosma, Bell e Lazzarett: l’incasso sarà devoluto alla famiglia Di Ciommo. Il Tiro a Volo Belvedere ha devoluto i fondi delle ultime competizioni e a settembre, per due giorni, farà altrettanto l’associazione Oklahoma Camp della Minicava. Ma c’è di più: il 31 luglio numerose pizzerie d’Italia doneranno alla causa di Jessica un euro per ogni pizza venduta. Si è infatti creato un circuito di pizzaioli che hanno voluto offrire la propria solidarietà. La storia di Jessica ha commosso anche una mamma che, in forma anonima, ha voluto fare una donazione di un certo rilievo.

Dopo l’aneurisma, Jessica è stata ricoverata all’ospedale Niguarda, dove ha subito tre interventi ed è uscita dal coma. Fatta la prima riabilitazione alla Fondazione Don Gnocchi di Milano, si trova adesso all’Istituto Quarenghi di San Pellegrino Terme. Servono terapie continue a livello fisico e cerebrale, mirate a una completa ripresa di coscienza, affinché Jessica possa continuare a vivere una vita dignitosa malgrado l’invalidità causata dall’aneurisma. Di qui la gara di solidarietà avviata dai familiari, che vorrebbero trasferirla in una clinica di Innsbruck dove sono molto all’avanguardia nel trattamento di questi pazienti. Ma prima sono in programma altre cure in Italia, dove non mancano le strutture ospedaliere in grado di aiutarla.

Jessica, fino a poco tempo fa, riusciva a comunicare con la madre Gabriella Demurtas con un cenno della mano. Improvvisamente una rigidità muscolare glielo ha impedito e, dopo un ricovero all’ospedale di Bergamo, sarà sottoposta ad altri due interventi, il primo dei quali in agosto. Poi, chissà, se si raggiungesse la cifra dei 150mila euro di donazioni, si potrebbe trasferire a Innsbruck. Dei fondi c’è bisogno anche perché sta per scadere la copertura delle spese del Servizio sanitario nazionale: durava sei mesi ed è stata rinnovata eccezionalmente per altri sei. Jessica dovrà quindi essere curata a casa da un’équipe di specialisti (medici, psicologi, terapisti) e con l’ausilio di particolari attrezzature. I contributi possono essere donati sulla piattaforma gofund.me all’indirizzo https://gofund.me/564d2415.

 

 

 


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