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I grattacieli di Caronno fermi da anni, spiraglio per far ripartire i lavori

Grosse novità sul fronte del Piano integrato d’intervento dell’ex azienda Lalac a Caronno Pertusella: se tutto andrà per il verso giusto, potrebbero essere ultimate le torri di 14 piani ferme da un decennio tra via Edison e via Trieste, il cui scheletro è un pessimo biglietto da visita per la città. Per dicembre dovrebbe pronunciarsi la Corte d’Appello sulla controversia fra la banca Monte dei Paschi di Siena e l’immobiliare che non aveva potuto concludere il progetto perché si era vista sospendere i finanziamenti.

A comunicare le novità in consiglio comunale, nella seduta di venerdì scorso, è stato il sindaco Marco Giudici: “Ho avuto degli incontri con l’operatore, che ha manifestato l’esigenza di rivedere la proposta progettuale riducendo le volumetrie e ultimando i lavori – ha reso noto – Potrebbe così sanare il degrado e realizzare le opere di urbanizzazione che non ha fatto, per cui era nata una controversia”. Un degrado che i cittadini chiedono di sanare da tempo, perché nell’area del vecchio cantiere entrano senzatetto e in diverse occasioni i carabinieri hanno eseguito blitz anti-droga. Tuttora i residenti della zona vedono persone scavalcare il muretto di cinta, lamentando di temere carenze igienico-sanitarie e che possano verificarsi incendi.

Nel corso del consiglio è stato ben spiegato l’antefatto della vicenda. I problemi sono sorti quando l’immobiliare si è vista bloccare dall’istituto di credito il mutuo concesso a fronte del progetto edificatorio. Una decisione dovuta alle ben note vicende del Monte dei Paschi di Siena, che non ha consentito lo sviluppo dell’operazione. E’ nato quindi un contenzioso con la banca, che ha perso in primo grado ed è ricorsa in appello. Qualora in secondo grado l’operatore economico dovesse vedersi confermata la richiesta di erogare il finanziamento pattuito, potrebbe proseguire il Piano integrato. Rivedendo però il progetto, visto che quello originario – data la nuova contingenza economica – non è più sostenibile.

Il sindaco Giudici vuol essere ottimista, tuttavia ha dovuto mettere in chiaro come stanno le cose: “A dicembre potrebbero esserci buone notizie, ma solo se, nel caso dovesse perdere anche in secondo grado, l’istituto di credito non ricorresse in Cassazione. Non ci rimane che attendere l’evoluzione dei fatti”. Da parte dell’amministrazione attuale c’è piena disponibilità a rivedere il progetto, ma è certo che assumerà la stessa posizione qualunque altra lista dovesse vincere le elezioni di ottobre.

 


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