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Alfonso Signorini, l’intervista a Verissimo: “A Cormano, la mia infanzia e il bullismo”

“Non vedevo più quei posti da tanto. La mia casa non l’ho più vista da quando se ne sono andati i miei genitori”. Alfonso Signorini racconta i luoghi della sua infanzia legati a Cormano, ad Affori e all’hinterland milanese. Lo ha fatto su Canale 5 nella puntata di domenica di Verissimo condotta da Silvia Toffanin. È stata la sorella del conduttore del Grande Fratello nonché direttore di Chi a mostrare quei luoghi legati alle loro infanzia. 

“Ciao fratellone, sono ad Affori dove qua c’è la casa in cui siamo nati e quella dei nonni. I tuoi primi scoop forse sono nati proprio qui da quel balcone da cui nulla ti sfuggiva”, ha detto Daniela Signorini. Nella clip si vedono poi gli scorci caratteristici di Cormano: ci sono la scuola elementare XXV aprile, il parco giochi, la chiesa e la vecchia stazione. “Da dove sei partito percorrendo tutte le bellissime strade della tua vita. Rimarrai sempre il mio grande fratello”. 

Ma Cormano per Signorini porta alla mente anche il bullismo di quegli anni. “Ero protagonista di episodi forti che oggi non sarebbero più accettati”, racconta a Silvia Toffanin. “Alle scuole medie andavo bene, mi capitava di consegnare i compiti in classe prima degli altri”. I suoi compagni gli chiedevano di suggerire, ma lui non lo faceva perché era ligio al mio dovere. Per questo all’uscita da scuola gli presentavano il conto: “Prendevano un palloncino ci sputavano tutti dentro. E poi con uno spillo me lo facevano scoppiare in faccia. Una cosa tremenda che ricordo ancora e ai miei genitori non dicevo nulla”, racconta commosso il direttore di Chi. Erano gli anni della sua giovinezza in cui la lettura si è rivelata il suo rifugio sicuro. “Mia mamma mi chiedeva perché non uscissi con i miei amici. Allora io prendevo la bicicletta e quando lei non mi vedeva più dalla finestra tornavo indietro. Scendevo in cantina a leggermi i libri: Odissea, Iliade, Divina Commedia. In quelle domeniche mi chiudevo lì con il terrore che qualcuno mi potesse scoprire riferendolo ai miei genitori”. 

Signorini ha raccontato anche il legame che aveva con mamma e papà. Anche qui fanno da sfondo le immagini sbiadite di Cormano della sua infanzia. “Mia mamma e mio papà avevano venduto anche l’anello e l’orologio per prendermi una pianola del Bontempi con cui mi esercitavo”, racconta il presentatore di Grande Fratello Vip. “Mio papà faceva l’impiegato di quarta categoria, una volta andò dal gastronomo Rizzi del nostro paese a Cormano, tornò pieno di insalata russa e tartine. Una cosa che vedevo solo il giorno di Natale: quella sera festeggiamo che era diventato dipendente di terza categoria. Chiesi se eravamo diventati ricchi, da quel vassoio imparai che dalla vita dobbiamo prendere quello che la vita ci offre. Anche il dolore non è mai sterile, ci porta un dono”. 

Sempre a Cormano c’è impresso uno degli ultimi pranzi con sua mamma che è venuta a mancare 9 anni fa. “Ricordo l’ultima volta che sono andato a prenderla. L’ho aiutata mettendole il cappotto anche se ormai era uno scricciolo: siamo andati al ristorante a Cormano a una trattoria: non aveva fame, ma si sforzava di mangiare”, ripercorre Signorini nel salotto di Silvia Toffanin. “Le ho fatto bere anche mezzo bicchiere di vino parlando della nostra vita. Dopo averla portata a casa, la sua badante mi ha chiamato dicendo che stava male perché non poteva più mangiare e lei non ha avuto il coraggio di dirmelo. Queste sono le mamme, come fanno a non mancare persone così?”. 

GUARDA QUI SU MEDIASET PLAY L’INTERVISTA INTEGRALE DI ALFONSO SIGNORINI A VERISSIMO


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