La raccolta di firme avviata settimana scorsa perché all’ospedale di Bollate rimangano il Day Hospital e il Punto di primo soccorso (come promesso in più occasioni anche pubblicamente) sta letteralmente dilagando. Sono moltissime le persone che hanno voluto metterci il loro nome e il loro documento d’identità per dimostrare la rabbia che i bollatesi hanno verso quello che sta accadendo nella nostra sanità, verso le promesse non mantenute.
A Bollate si continua a firmare in tutte le edicole e in molti negozi. Anche a Novate Milanese si è diffusa la raccolte firme che ha preso decisamente piede: sono una dozzina i negozi che ospitano i moduli per chiedere che le promesse vengano mantenute. Qualcosa in questi giorni si sta muovendo: questa onda di firme comincia a farsi sentire. Per primo si sta muovendo il capogruppo in Regione Stefano Bruno Galli (Lista Maroni), si sta muovendo anche la consigliera regionale di 5 Stelle Paola Macchi e si sta muovendo l’onorevole Eleonora Cimbro (Pd).
Speriamo a questo punto che si attivi anche Fabrizio Cecchetti (Lega Nord, vice presidente del Consiglio regionale e membro della Commissione Bilancio) che è rhodense ma che spesso si fa vedere a Bollate e conosce bene la nostra realtà. Un’azione su più fronti che ha lo scopo di far capire alle Istituzioni che i pubblici impegni vanno mantenuti, che la sanità non può prescindere dalla correttezza verso i cittadini.
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