“Oops!… I Did It Again” cantava una giovanissima Britney Spears nel lontano 2000. “Oops!… L’ho fatto ancora” ripete la Robur Saronno che rinuncia per la seconda volta alla serie B dopo averlo già fatto nel 2016 (finale vinta contro Piadena).
Le motivazioni sono le medesime: mancano le risorse economiche e soprattutto la società non è sufficientemente strutturata per assorbire l’urto della categoria superiore. Con l’aggravante, quest’anno, dei tempi ristretti per riorganizzarsi.
“Sono ore di fuoco, stiamo valutando con gli sponsor…” ci aveva detto il presidente Ezio Vaghi martedì mattina, aggiungendo “Sono da solo e l’impegno della B è gravoso”.
Tutto vero, per certi versi capibile in una società che si basa sul volontariato di alcuni appassionati stretti attorno alla persona di Vaghi.
Dopo la festa di La Spezia arriva la seconda rinuncia nel giro di cinque anni, la Robur Saronno resta in C Gold.
Ma c’è dell’altro. La società ha avuto cinque anni di tempo dopo la prima dolorosa rinuncia per crescere, per allargarsi a nuove figure anche perché dal 2016 non c’è mai stato un ridimensionamento tecnico in C Gold, si è lavorato bene, sono stati inseriti giovani forti e confermati i big (Mariani, Politi e Gurioli) e sono sempre state allestiti roster per primeggiare (in mezzo c’è un’altra finale contro Vigevano) non per vivacchiare a metà classifica.
Rispettiamo la decisione di Ezio Vaghi con la speranza che una realtà di C Gold come ce ne sono pochissime in Lombardia d’ora in poi sia pronta per onorare i risultati ottenuti sul campo.
Nel comunicato diramato mercoledì sui social si legge di uno scambio di diritti con Legnano che quindi torna in B, Saronno giocherà la C Gold e nel contempo si ringrazia lo sponsor AZ Pneumatica che avrebbe “garantito la solidità economica necessaria per dar seguito alla promozione ottenuta sul campo. Purtroppo la mancanza di altre prerogative necessarie alla partecipazione alla Serie B hanno reso vani gli apprezzatissimi sforzi”.
Roberto Sanvito
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