“Siamo affranti, distrutti dal dolore. Ma la vita va avanti: dobbiamo farci forza”. Luciano Bernasconi è sconvolto: si trova nella sua casa di via Per la Cascina Muschiona a Origgio, a piangere il figlio Roberto, morto a 42 anni scalando una vetta sulle montagne del Lecchese. Con lui ci sono la moglie e le due figlie, che stanno vivendo il momento più drammatico della loro vita. Sembra incredibile che il loro Roberto, persona solare, gioiosa e appassionata di sport e alpinismo da sempre, non ci sia più.
Scomparso da sabato, il suo corpo è stato ritrovato oggi, nel primo pomeriggio, nella zona di Monte Legnone: “Era andato con degli amici escursionisti come faceva continuamente – racconta il padre – Per lui la montagna significava tutto, era tutta la sua vita”. I due compagni d’avventura, dopo averlo perso di vista mentre scendevano un versante del Legnone, speravano di ritrovarlo al bivacco Silvestri. Ma lì non c’era e, allarmati, hanno dato l’allarme. I vigili del fuoco hanno cercato con un elicottero l’escursionista, ma al calare del buio non hanno potuto che lasciar perdere, rinviando le ricerche a domenica. Idem per il soccorso Alpino, i cui uomini hanno percorso palmo a palmo un’ampia fetta di territorio: tutto inutile. Oggi pomeriggio il ritrovamento del corpo, dopo che si sono alzati in volo due elicotteri dei vigili del fuoco e della Guardia di Finanza, mentre a terra si svolgevano anche le ricerche di squadre di volontari. “Pare che mio figlio sia scivolato su una lastra di ghiaccio, cadendo da 400 metri – riferisce il padre – Questa, almeno, è l’ipotesi al vaglio”. La salma è stata trasportata all’obitorio dell’ospedale di Colico, in attesa del via libera per i funerali.
Oggi c’è stato un viavai di gente a casa di Bernasconi: amici, conoscenti e parenti hanno voluto far sentire la loro vicinanza alla famiglia: “Mio figlio Roberto era amato da tutti perché era una persona allegra, che amava la vita – lo ricorda papà Luciano – Lo sport, soprattutto l’alpinismo, per lui era tutto”.
Perché alcuni articoli non sono firmati?
Perché sono il risultato di un lavoro collettivo.
Dietro ogni notizia su queste pagine, ci sono giornalisti che da oltre 30 anni raccontano con passione la cronaca locale.
Quando un articolo non porta una firma, è perché è frutto del nostro impegno condiviso: un’informazione costruita insieme,
con la serietà che ci contraddistingue.
Edicola digitale | Canale Telegram




