
Bollate saluta l’amato “bidello” Pasquale.
Le parole che leggerete nelle prossime righe, ce le hanno dettate a voce decine di bambini, alunni della Scuola Elementare “Don Milani” di Cascina del Sole.
E con loro, i genitori, gli insegnanti, i dirigenti scolastici e molte persone comuni. Tutti loro hanno perso improvvisamente un grande amico, il collega e collaboratore prezioso che ogni luogo educativo vorrebbe avere tra le mura e nei cuori che ne animano la vita.
Pasquale Barbuto, il bidello che da 20 anni accoglieva gli scolari e custodiva con cura e gentilezza il plesso di via Coni Zugna, se n’è andato per sempre nella sera di lunedì, colpito improvvisamente da un malore fatale. Aveva 63 anni e lascia la moglie e una figlia, amatissime.
La notizia è arrivata in poche ore a quel mondo famigliare di cui Pasquale sembrava far parte da sempre. La scuola, con i suoi piccoli ospiti, il personale didattico e le esigenze di un dovere quotidiano svolto in maniera irreprensibile, rivelano oggi il ricordo di un uomo che ci commuove profondamente.
“Era il sorriso che salutava i nostri bambini, prima che corressero in classe – ci dicono alcune mamme – Sembrava nato per questa missione, Pasquale. Quella di aiutare ogni piccolo scolaro ad affrontare la scuola come un momento bello, pieno di vita e di scoperte, con le prime soddisfazioni e le inevitabili delusioni”.
A Pasquale piaceva incantare con i ricordi della sua infanzia a Crotone, in Calabria, piccoli racconti che portavano il sorriso e la serenità tra i banchi, nelle classi in attesa dell’insegnante o nei momenti di intervallo. Sapeva consolare, calmare, rasserenare le situazioni turbolente, mostrare ai piccoli la bellezza, la curiosità di un’esperienza nuova come quelle di coltivare un orto nei giardini della scuola.
“Sempre disponibile, di una gentilezza straordinaria, pronto a risolvere gli inconvenienti, con calma e simpatia. Andava oltre il proprio dovere, Pasquale, perché amava le persone e se ne curava. I bambini lo adoravano e per loro questo addio sarà molto difficile. Ci terremo vicini, come lui è stato vicino ai nostri figli. Con tutto il cuore”.
Sono ancora le parole dei genitori che hanno conosciuto e affidato ogni mattina le loro piccole donne e i loro piccoli uomini, con fiducia, alla professionalità responsabile e all’eccezionale “capacità di prendersi cura” che Pasquale possedeva senza risparmio, al servizio della Scuola e dei suoi valori.
Questa parola, Scuola, spesso tenue e così distante dal pensiero comune, vogliamo scriverla, per Pasquale Barbuto, con la lettera maiuscola. Perché uomini come lui hanno saputo onorarla, con lo spirito dei giusti e la passione più sincera.
Nel segno di una dedizione assoluta che noi e i nostri figli dobbiamo saper custodire, per sempre, nella memoria. Sarà questo tesoro civile a illuminarci la vita. Caro Pasquale, grazie, ancora, per questo e per tutte le cose buone.
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