Saronno e la sua scuola al centro della formazione degli studenti che arrivano, oltre che dalla provincia varesina, anche da quelle di Milano, della Brianza e di Como. È una fotografia nitida quella scattata da Villa Recalcati, sede della provincia di Varese. E che mette a fuoco anche dettagli che vanno oltre la statistica anagrafica e di residenza, ma porta con sé anche considerazioni di carattere infrastrutturale e logistico.
Scuola a Saronno scelta fino dal 62% degli studenti
Saronno e il Saronnese, nel quadro dell’istruzione varesina, rappresentano comunque un’anomalia. A partire proprio da Saronno, bacino di riferimento per la scuola anche di chi arriva da oltre Provincia. In tutto il Varesotto sono 6429 gli studenti non residenti in provincia – stando ai dati dell’anno scolastico ‘21-’22 – con una percentuale del 17% del totale iscritti. Ben diversa l’istantanea saronnese, con percentuali che passano dal 45% ad addirittura il 62,5% a seconda dell’istituto scolastico di riferimento.
Scuola a Saronno: la percentuale degli studenti nei plessi
A Saronno, all’Istituto comprensivo Ignoto Militi fanno capo quattro differenti plessi: Collodi, Ignoto Militi, Bescapé e Rodari, per un totale di 906 iscritti. Al comprensivo Aldo Moro fanno riferimento le scuole Aldo Moro, Vittorino da Feltre e San Giovanni Bosco, per un totale di 701 iscritti. Sono invece 979 gli iscritti tra Pizzigoni, Damiano Chiesa e Da Vinci, facenti parte del comprensivo Leonardo da Vinci.
Per quanto riguarda le scuole superiori, 808 iscritti all’Ipia Antonio Parma, 1197 allo Zappa, 1232 al Tecnologico Riva, 990 al liceo scientifico Grassi e ben 1667 al liceo classico Legnani, tra l’altro il più frequentato dell’intera provincia.
I problemi del pendolarismo degli studenti
Va da sé che questi numeri si portino appresso una prima conseguenza: quella di un grande pendolarismo in entrata. Con consequenziali e ovvi risvolti in termini di ricadute anche sul traffico e sulla congestione veicolare. Ma anche riflessioni di ordine economico, se è vero che da tempo la Provincia di Varese ha evidenziato questo disequilibrio, che pesa sulle tasche dell’ente per oltre 1,5 milioni di euro l’anno.
Redazione web
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