Bollate, passano 5 anni in Perù: il racconto di Giulia e Riccardo.
Ancora una volta la Comunità parrocchiale bollatese ha dimostrato di essere sensibile alla realtà missionaria partecipando alle varie iniziative proposte in questo mese di ottobre. Numerosi infatti i visitatori alla mostra mercato che si è tenuta in oratori maschile proponendo manufatti realizzati durante l’anno dalle signore del laboratorio missionario.
Dai banchetti con il riso e i fiori e dalla raccolta di intenzioni per le messe, che verranno celebrate dai Padri nelle comunità lontane, sono stati raccolti circa 4mila euro: risorse che sosterranno i missionari nella loro opera.
Per conoscere più a fondo la realtà delle comunità lontane, sabato scorso al centro pastorale San Giuseppe, Riccardo e Giulia Mazzetti -appena rientrati dal Perù -hanno raccontato la loro esperienza. Numeroso il pubblico, soprattutto ragazzi di seconda e terza media che con interesse hanno seguito la testimonianza della giovane coppia.
“Già da ragazzi eravamo volontari dell’associazione Mato Grosso, un movimento nato in ambito salesiano ma aconfessionale, perchè tutti possono fare qualcosa per aiutare chi è in difficoltà. Sgombravamo case e cantine, facevamo raccolte di oggetti e piccoli lavori e tutto ciò che si ricavava veniva inviato nelle missioni dell’America Latina.
Bollate, passano 5 anni in Perù: il racconto di Giulia e Riccardo
Quando ci siamo sposati – racconta Giulia- volevamo continuare come famiglia questo impegno e nate le nostre due prime figlie volevamo viverlo maggiormente così siamo partiti per il Perù dove abbiamo vissuto 5 anni. Abbiamo insegnato in una sorta di collegio dove i ragazzi vivevano e potevano studiare per diventare a loro volta professori.
Si condivideva con loro tutta la giornata , si iniziava con la preghiera, dopo la colazione la scuola , nel pomeriggio studio e lavoro e alla sera, prima di dormire, il pensiero della buona notte. Posso sintetizzare la nostra esperienza con alcune parole: povertà ed essenzialità, gioia, fiducia e condivisione”.
La testimonianza di Giulia è proseguita con la proiezione di fotografie che hanno fatto conoscere al pubblico i luoghi, la missione peruviana, la storia di alcuni studenti, delle loro difficoltà e di come sono state superate con l’aiuto e la vicinanza dei missionari e dei volontari.
“Il disagio principale al rientro è stato quello di veder come tutti vanno di fretta- afferma Riccardo- e di come tutti sono concentrati su obiettivi che spesso non sono indispensabili, non sono l’essenziale della vita. Ora pensiamo di stare in Italia e di essere testimoni dell’Amore qui”.
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