Bollate: l’orto dei sogni è diventato realtà. In via De Gasperi, nella zona di Bollate vicina al confine con Cascina del Sole, è in corso un’esperienza decisamente bella e innovativa che è nata da un’idea del settore Ambiente del Comune e ha visto la collaborazione di due importanti realtà del sociale quali sono le cooperative sociali Larcobaleno e Abpsi.
Di che cosa si tratta? Di un orto collettivo. Sì, un terreno dove coltivare frutta e verdura. Il Comune è proprietario di un terreno di circa 750 metri quadri che si trova all’inizio di via De Gasperi, accanto al parcheggio, e che è rimasto per molti anni inutilizzato. Ma perché lasciare abbandonato un patrimonio che potrebbe dare benefici sociali? Questa è stata l’idea che ha visto lavorare uffici tecnici e ambientali insieme all’assessore e agli uffici finanziari. Un bel lavoro di squadra che ha portato prima a risistemare e attrezzare l’area con risorse interne al Comune, poi a un bando per assegnare tale terreno a chi fosse in grado di dargli un valore sociale. E così è stato.

Bollate: l’orto dei sogni: una realtà per il sociale
Il bando, che si è svolto lo scorso anno, ha visto l’assegnazione dell’area dell’orto urbano a due cooperative sociali: in parte a Larcobaleno che da tanti anni si occupa dei ragazzi diversamente abili, e in parte ad Abpsi, che si occupa di psicomotricità, Dsa, neuropsicologia, mediazione familiare e altro ancora. Ma perché queste due cooperative hanno partecipato al bando? Perchè hanno pensato di creare attività con i ragazzi legate alla cura di un orto, ovviamente con l’aiuto di alcuni volontari che ne sanno di più e possono dare una mano a questi giovani.
E’ così che dal giugno scorso ragazzi, educatori e volontari hanno cominciato un duro lavoro: hanno tagliato l’erba alta, spianato il terreno della parte a frutteto e cominciato a coltivare. Venerdì scorso, dopo sei mesi di lavoro, Cinzia Miano presidente de Larcobaleno e Chiara Panseri presidente di Abpsi hanno fatto il punto della situazione col Notiziario, incontrandoci direttamente sul posto insieme ai volontari e ai ragazzi.
La collaborazione tra le due cooperative
“La cosa che ci è piaciuta di più di questo progetto – ha spiegato Cinzia Miano – è stata quella di riuscire a mettere insieme i ragazzi con gli educatori, i genitori e i volontari. C’è una grande condivisione e abbiamo ricevuto un grande aiuto anche dai ragazzi del Servizio formazione all’autonomia, che è uno dei due servizi, insieme al Centro socio educativo, che la nostra cooperativa porta avanti. Per i ragazzi del Cse questo progetto serve a metterli in contatto con la natura e a rendersi utili, per i ragazzi dello Sfa serve anche per far emergere le loro competenze”. Chiara Panseri di Abpsi ci spiega invece che la loro cooperativa ha portato all’orto i bimbi per il camp estivo, ma ci sono allo studio anche altri progetti per gli adolescenti; inoltre Abpsi segue un gruppo di persone anziane che stanno svolgendo attività di riattivazione cognitiva e proprio questo gruppo sta dando una valida mano a portare avanti il progetto.
Ma tra le due cooperative c’è una forte collaborazione per sostenere questi progetti sociali, e una mano fondamentale arriva dai volontari. Per chi è interessato di più all’aspetto botanico che non sociale , il frutteto vede la presenza di albicocco, kiwi, nocciolo, ciliegio, pero, susini, melo… Nella metà a orto invece attualmente si stanno coltivando verze, cavolini di Bruxelles e cavolo, ma il grosso si comincerà a fare in primavera. E, in vista della primavera, Larcobaleno e Abpsi hanno lanciato un appello alle aziende del territorio che volessero sostenere questa bella esperienza, che però comporta costi non indifferenti: chi volesse dare una mano è sempre il benvenuto.
Redazione web
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