Spaccio di droga nelle Groane, si è aperto il processo per 8 dei 24 arrestati dai carabinieri in diverse operazioni tra Ceriano Laghetto e Cesano Maderno. Chiesti 10 anni di carcere per un 56enne marocchino ritenuto uno dei capi della banda che gestiva lo spaccio al dettaglio tra i boschi del Parco delle Groane ma anche i rifornimenti all’ingrosso.
Gli imputati, tutti ancora in carcere, tranne un trentenne che ha appena ottenuto gli arresti domiciliari, fanno parte dei 24 arrestati lo scorso dicembre dai carabinieri di Desio e della tenenza di Cesano Maderno tra la città metropolitana di Milano e le province di Monza e Brianza, Varese, Palermo e Alessandria.
Le misure cautelari sono arrivate al termine di un’indagine durata tre anni che ha ricostruito come lo spaccio nei boschi delle Groane non si sia mai interrotto e che ha permesso di risalire anche agli approvvigionamenti all’ingrosso degli stupefacenti da spacciare poi al dettaglio ai singoli consumatori.
Documentata per anni l’attività di spaccio nei boschi del Parco delle Groane
Gli arrestati devono rispondere, a vario titolo, di diversi reati, tra cui associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e porto abusivo di armi, ma anche lesioni gravissime e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
A Monza è iniziato il processo con rito abbreviato scelto dagli 8 imputati. Le pene richieste dal Pm vanno da 2 anni e 10 mesi fino a 10 anni di reclusione per un marocchino 56enne ritenuto uno dei capi dell’organizzazione, che gestiva l’attività di spaccio basata su diverse “piazze” allestite all’interno del bosco, ma anche con il servizio “take away” per la consegna rapida a bordo strada, con il supporto di diverse “sentinelle” piazzate all’interno dei sentieri boschivi per avvisare di eventuali presenze estranee.
Il processo a Monza riprenderà a maggio.
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