Bollate, dopo tre anni il bagno è ancora abbandonato lungo il canale scolmatore.
Chi ha buona memoria ricorderà la vicenda del bagno chimico abbandonato lungo il canale scolmatore. Il Notiziario ne scrive dal 2019. Un bagno che è l’esempio del perché l’Italia va a rotoli. Riassumiamo brevemente: lungo lo scolmatore fu allestito un cantiere, gli operai lavorarono per settimane senza avere un bagno chimico presente. Quando i lavori finirono, il bagno chimico, nuovo di zecca, arrivò, fu posizionato sulla strada che costeggia lo scolmatore tra via Origona e la ferrovia. Dato che il cantiere era finito, il bagno nuovo restò lì inutilizzato. Dato che costa qualche migliaio di euro, voi ovviamente penserete che qualcuno sia venuto a ritirarlo e riportarlo via. Ma no, chi se ne frega, tanto pagano i cittadini! E così il bagno dal 2019 è rimasto là.
Per 6 mesi ha resistito rimanendo integro, poi i vandali hanno cominciato a rovinarlo, dopo un anno qualcuno si è divertito a buttarlo giù dalla scarpata facendolo finire in un campo agricolo. Dopo qualche mese i coltivatori lo hanno sollevato e rimesso (ormai era a pezzi) sdraiato sulla strada accanto allo scolmatore. L’hanno messo lì e lì è rimasto come un rifiuto abbandonato che nessuno pulisce.
Bagno abbandonato da oltre 3 anni lungo il canale scolmatore a Bollate
Nei giorni scorsi un cittadino bollatese, stanco di vedere quella vergogna, ha scritto a Città Metropolitana perchè intervenga. Macchè! Questa la risposta che ha ricevuto: “Ci spiace per quanto scrive e per il disagio. Come Urp di Città metropolitana abbiamo contattato diversi responsabili del Settore che si occupano di manutenzione e gestione delle strade provinciali, ex statali, che però non sanno indirizzarla all’azienda che ha seguito materialmente i lavori, dato che non seguiamo da anni il canale scolmatore.
“Il canale scolmatore ora è seguito da Aipo, l’Agenzia interregionale per il fiume Po che presumibilmente avrà affidato i lavori a un’azienda privata. Purtroppo noi non abbiamo contatti diretti di Aipo. Le consiglio di scrivere una mail a cui inviare segnalazioni a ufficiomi@ agenziapo.it oppure la pec protocollo@cert. agenziapo.it. Come Urp della Città metropolitana di Milano, non possiamo trasmettere il vostro messaggio direttamente ad Aipo, in quanto è opportuno che sia l’utente stesso a presentare segnalazioni o reclami, seguendo le indicazioni che ciascun ente fornisce”.
Insomma: noi non ne sappiamo niente, noi non facciamo niente, arrangiatevi. E il bagno, dopo tre anni (anzi, 3 anni e sette mesi dalla prima segnalazione) è ancora lì.
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