Supermercato chiuso e dipendenti senza stipendio a Cogliate, i dipendenti chiedono fallimento. Da tre mesi senza stipendio e senza alcuna prospettiva, i dipendenti dei supermercati Galax, tra cui quello di Cogliate, hanno chiesto il fallimento della società.
La decisione è stata presa nelle ultime ore dopo le assemblee sindacali dei circa 150 dipendenti dei 14 punti vendita di proprietà della società, che hanno operato negli anni con diversi marchi.
I dipendenti chiedono fallimento per la Galax che gestiva 14 supermercati tra Brianza, Como e Lecco
“I lavoratori dalla società non sono stati né licenziati né messi in cassa integrazione, e sono stati lasciati in un limbo nel quale risulta impossibile per gli stessi percepire ammortizzatori sociali” -spiega Francesco Barazzetta, segretario generale della Fisascat Cisl di Monza e Lecco. “Abbiamo incontrato l’azienda ed i suoi consulenti per trovare una soluzione alternativa, purtroppo il silenzio della società e del suo amministratore ci ha costretti a procedere con la messa in mora dell’azienda ed alla presentazione dell’istanza di liquidazione giudiziaria”.
Supermercato chiuso e dipendenti senza stipendio da tre mesi
A Cogliate il supermercato di via De Gasperi è chiuso ormai da due mesi e mezzo creando anche un notevole disagio a buona parte dei residenti della zona Est del paese, in particolare la popolazione anziana con difficoltà di spostamento, per la quale il supermercato ha sempre rappresentato un punto di riferimento.
Il marchio di vendita anni fa era Despar, poi divenne U2, un anno fa fu la volta di Carrefour (market o express a seconda delle dimensioni) mentre oggi è stata rimossa anche l’insegna della grande catena francese alla quale il punto vendita però era solo affiliato. Chiusi anche i due punti vendita di Seveso, quello di Lomazzo e altri della stessa società, soprattutto nella provincia di Como.
A Cogliate, così come negli altri punti vendita, già da mesi il supermercato viveva una situazione di difficoltà a causa della mancanza progressiva di merce sugli scaffali. Nelle ultime settimane in cui è rimasto aperto, entravano sempre meno persone e, una volta dentro, non potevano fare altro che girare tra gli scaffali e presentarsi alla cassa spiegando di non avere trovato il prodotto cercato. Una situazione simile a quella vissuta in altri punti vendita controllati dalla stessa società.
“Presentate le dimissioni per giusta causa i lavoratori potranno almeno accedere alla disoccupazione in attesa di incassare le competenze spettanti” -conclude Barazzetta.
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