Si chiama Marco Sozzi, è di Origgio e ha 20 anni: di professione ha scelto di fare il pastore. Di lui, uno degli otto frequentatori della scuola per pastori istituita nel 2023 dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, in questi giorni ha parlato il Corriere della Sera con un’intervista ripresa poi da diverse radio. Il Notiziario aveva parlato di Marco già lo scorso anno, durante la Fiera del 25 Aprile, quando lo avevamo intervistato.
“Avevo sedici anni quando ho cominciato a crearmi un mio piccolo gregge – raccontava – Adesso ho sia la razza suffolk inglese sia le pecore brianzole in via di estinzione. Non essendo più richiesta dal mercato la lana, per vivere cresco gli agnelli e li vendo vivi o macellati”.
Che cosa ti dicono gli amici?
“Che sono matto. La ragazza invece mi ha detto: ‘Se tu sei felice a me va bene’”.
Come si svolge la tua giornata?
“In estate mi sveglio alle 5, in inverno alle 7; controllo la mandria, il recinto, per accertarmi che sia tutto a posto e se manca qualche animale; faccio colazione e vado al pascolo, mangiando un panino a pranzo, per ritornare a casa di sera”.
Ti annoi mai?
“No, a parte quando c’è brutto tempo. Comunque i miei agnellini mi danno così tante soddisfazioni che supero ogni difficoltà”.
Marco è un varesino che frequenta l’unica scuola di pastorizia d’Italia, in Toscana: è stato selezionato con altri sette fra 170 candidati. Ragazzi dai 18 ai 20 anni, che per “vocazione” personale o tramandando con passione una tradizione di famiglia hanno scelto di dedicarsi a settori che s’immaginano spesso appannaggio di adulti e anziani.
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