In tribunale a Milano stamattina si è tenuta la sesta udienza del processo a carico di Alessandro #Impagnatiello, il barman reo confesso di aver ucciso la fidanzata Giulia #Tramontano, incinta al settimo mese dopo che lei aveva scoperto la sua relazione parallela.
Ricerche sul Pc e il telefono: “La vita di Alberto Stasi a Bollate”
In aula sono stati ascoltati anche i carabinieri che hanno estrapolato i contenuti del pc e dei telefoni dell’imputato. Tra le ricerche che ha fatto Impagnatiello su internet, mentre Giulia risultava scomparsa, si trova “la vita di Alberto #Stasi a #Bollate” (il giovane sta scontando una condanna definitiva a 16 anni per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, avvenuto a #Garlasco, ndr) e “come disconnettere Whatsapp”.
Testimone il titolare di una ferramenta di Senago
Tra i testimoni in udienza oggi c’è anche il titolare di una ferramenta di Senago, dove Impagnatiello si è recato per acquistare un carrello sul quale ha poi trasportato il corpo senza vita di Giulia, parzialmente carbonizzato. “Il ragazzo -ha riferito il negoziante- è entrato in negozio con il cappuccio sulla testa, una felpa e una giacca. Mi ha chiesto di comperare il carrello , non mi ha guardato in faccia e ha pagato 170 euro, poi se ne è andato”.
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