Bollate, Luigi Boffi lascia Comuni Insieme dopo 20 anni.
La scorsa settimana nelle pagine di Garbagnate abbiamo scritto della nomina del nuovo presidente di Comuni Insieme, il garbagnatese Sandro Fumagalli, che succede al primo e fino ad ora unico presidente di questa importante azienda consortile, Luigi Boffi.
Boffi è stato colui che di fatto fece nascere e crescere Comuni Insieme fino all’attuale conformazione di azienda speciale consortile, che gestisce per conto dei comuni aderenti una importante parte dei servizi sociali, soprattutto riguardanti le tematiche dei minori e delle donne. Noi abbiamo intervistato Boffi per farci delineare da lui un bilancio di questa lunga e importante esperienza.
Bollate, Boffi lascia Comuni Insieme dopo 20 anni: l’intervista
Boffi, quanti anni è stato alla guida di Comuni Insieme?
“Sono stato presidente dal 2004 fino al 2024. Per 10 anni con Cda e poi per altri 10 anni come amministratore unico”.
Come è evoluta questa realtà negli anni?
“Nel 2004 siamo partiti in tre persone occupandoci di tutela minori, Nil e servizio affidi, poi è stata una costante crescita. In questi ultimi 10 anni, in particolare, c’è stata una crescita esponenziale fortissima perché Comuni Insieme si è mossa per coordinarsi insieme a Vimercate con altre realtà simili. La nostra azienda è diventata l’interfaccia con Anci e anche il recente accordo col Tribunale di Milano è stato guidato proprio da noi. Tant’è che a me è toccato anche fare il presidente di NeAss, il network delle aziende speciali sociali della Lombardia”.
Di che servizi si occupa Comuni Insieme oggi?
“Oggi abbiamo una molteplicità di servizi: abbiamo gli hub territoriali, abbiamo i centri antiviolenza, i servizi degli amministratori di sostegno, la Tutela minori, abbiamo creato l’Ufficio Casa… Solo per citarne alcuni. Il bello di tutti questi progetti è che sono andati tutti a buon fine. Sul mercato sociale siamo diventati così credibili che Fondazione Cariplo ci sostiene sempre nei nostri progetti. La grande fortuna di questa azienda è stata di trovare tanto personale giovane che non arrivava da precedenti esperienze lavorative ma che è cresciuto qui credendo nella mission aziendale. Io credo che la vera rivoluzione silenziosa nel welfare in Lombardia sia stata la nascita di queste aziende”.
Quanti dipendenti ha oggi Comuni Insieme?
“Siamo partiti in tre, oggi siamo oltre duecento. Abbiamo acquisito nidi, Cdd e tanto altro. E non è finita perché ci sono in ballo anche altre iniziative”.
A Bollate ci fu polemica sul passaggio dei nidi a voi…
“Sì, sembrava che cadesse il mondo quando Bollate e Baranzate dovevano darci in gestione i nidi. Oggi abbiamo fatto un sondaggio e l’utenza è decisamente soddisfatta…”.
Qual è stata per lei la soddisfazione maggiore in questi vent’anni?
“Di essere arrivati fino a questo punto con una compagine piena di entusiasmo, che ha visto migliorare sempre i rapporti umani”.
Che messaggio vuole lasciare a Sandro Fumagalli, suo successore?
“Di avere sempre di più possibilità di successo e di realizzare la mia incompiuta, ossia far entrare nell’azienda come socio anche il comune di Paderno Dugnano, che fa parte del nostro Piano di zona, ma non è socio di Comuni Insieme anche se usufruisce dei servizi dell’azienda”.
Perché alcuni articoli non sono firmati?
Perché sono il risultato di un lavoro collettivo.
Dietro ogni notizia su queste pagine, ci sono giornalisti che da oltre 30 anni raccontano con passione la cronaca locale.
Quando un articolo non porta una firma, è perché è frutto del nostro impegno condiviso: un’informazione costruita insieme,
con la serietà che ci contraddistingue.
Edicola digitale | Canale Telegram




