L’Agenzia delle Entrate ha cominciato a prendere di mira le ragazze e i ragazzi che guadagnano soldi postando fotografie e video sulla piattaforma OnlyFans, ma anche su qualche sito dai contenuti decisamente spinti poiché dedicato al “servizio di escort”.
Pare che anche nella zona tra Bollate, Paderno e Saronno sia scattato qualche accertamento da parte dell’Agenzia nei confronti di ragazze che non avrebbero dichiarato al fisco i soldi guadagnati sui siti.
Ma questo, a detta di alcuni commercialisti con cui ci siamo confrontati, è solo l’inizio di una campagna di caccia all’evasione che si preannuncia massiccia. Infatti starebbero per partire migliaia di “lettere di compliance” da parte dell’Agenzia delle Entrate, che quest’anno ha posto proprio i guadagni su alcuni siti internazionali al centro di un particolare approfondimento. Ciò perché da alcuni mesi, grazie alla Direttiva Dac 7 dell’Unione Europea, Onlyfans e altre piattaforme hanno l’obbligo di comunicare al fisco i guadagni dei performer.
Le lettere di compliance dell’Agenzia delle Entrate per i ricavi con Onlyfans
Le “lettere di compliance” sono delle lettere che l’Agenzia invia quando riscontra “delle anomalie nelle dichiarazioni dei redditi, riguardanti omissioni o infedeltà riscontrate mettendo a confronto i dati dichiarati con quelli che l’Agenzia ha a disposizione all’interno delle proprie banche dati”, così spiega il sito stesso dell’Agenzia delle Entrate.
Ma come mai c’è questa azione in corso? Proprio perchè l’Agenzia delle Entrate ha ottenuto dalle società che gestiscono alcune piattaforme web l’elenco dei fornitori di contenuti e i relativi guadagni, che le società contabilizzano regolarmente. In particolare, è in mano all’Agenzia l’elenco di coloro che guadagnano sulla piattaforma di OnlyFans, un sito in cui chiunque può iscriversi e offrire contenuti a pagamento: possono essere video in cui si balla, si canta o si cucina, ma spesso e volentieri sono video e fotografie in cui la persona appare nuda o impegnata in show “sessuali”.
Già sono scattati alcuni accertamenti, ma il grosso della ricerca di eventuali evasori arriverà con l’invio delle “lettere di compliance” in cui l’Agenzia chiede spiegazioni in merito a soldi incassati dai fornitori di contenuti ed eventualmente non denunciati.
I soldi che arrivano da OnlyFans vengono accreditati al “fornitore di contenuti” tramite bonifico, per cui sono tutti tracciati, regolari e pienamente legali. OnlyFans non fa nulla di illegale. Il problema è che cosa fa chi riceve quei soldi. Chi li incassa li dichiara nei propri redditi? E’ qui che l’Agenzia delle Entrate vuole arrivare.
La Tassa etica da pagare per i ricavi da Onlyfans
Ma c’è un problema enorme che si pone per queste ragazze e questi ragazzi che guadagnano su piattaforme come OnlyFans: in Italia esiste la “Tassa etica”, che è una tassa salatissima che deve pagare chi si arricchisce con contenuti pornografici. In sostanza, se una ragazza su OnlyFans guadagna perché mette video di lei che canta o che cucina, deve pagare le tasse normali ma non deve pagare la tassa etica, però se mette foto di lei nuda o seminuda e in atteggiamenti sessuali espliciti, deve pagare il 25% di tassa in più su tutto quello che guadagna.
Arte o porno? C’è una bella differenza (anche di tasse)
Ma qui si apre un ulteriore problema: se una ragazza di Bollate, di Garbagnate o di Saronno, o di qualunque altro dei nostri comuni, pubblica su OnlyFans delle foto di lei nuda, si tratta di immagini pornografiche o di immagini artistiche? (E lo stesso vale per i ragazzi, ovviamente). Nel primo caso, dopo aver ricevuto la lettera dell’Agenzia, deve pagare il 25% in più (più more e interessi), ossia una vera e propria batosta. Nel secondo caso no. Ma chi lo decide se è pornografia o arte?
La questione, come potrete capire, è assai complessa. Noi abbiamo provato informalmente a chiedere un parere in Agenzia delle Entrate: ci è stato confermato che è in atto questo volume di controlli su chi si arricchisce da questi siti ma, in merito a chi deve stabilire se sia pornografia o arte, ciò che si prospetta è che chi riceve la lettera, se effettivamente rientra in questa situazione ambigua, dovrà fare ricorso in Commissione tributaria e lì si deciderà. Anche se tutto appare piuttosto imbarazzante, senza considerare gli aspetti legati ai problemi familiari che possono crearsi all’arrivo di queste lettere.
Ma d’altra parte la maxi operazione di controllo si sta realizzando in tutti i Paesi della Ue, che da gennaio hanno ottenuto l’elenco di tutti coloro che ricevono soldi tramite questi siti. E si tratta nel complesso di cifre astronomiche: pensate che solo la società che gestisce OnlyFans nel 2022 aveva fatturato qualcosa come un miliardo di euro (in sterline).
Infine, qualcuno si chiederà se anche i clienti (ossia chi paga per scaricare foto e video o per avere prestazioni con le escort contattate tramite i siti) rischiano qualcosa. La risposta è “no, a meno che…”. Ci spieghiamo: chi ha acquistato contenuti sui siti non rischia nulla, poiché è tutto registrato, contabilizzato e legale. Diversa è invece la situazione per i casi di chi ha preso contatto con una escort per prestazioni sessuali e poi ha richiesto fattura per poterla scaricare dalla propria attività (camuffata come spese per eventi, massaggi etc…, perché da vari controlli sono emerse anche queste pazzesche situazioni!).
Non sono rari i casi in cui da accertamenti sono emerse società fatte “ad hoc” per poter incassare pagamenti tracciati rilasciando fatture pensate per “aggirare ogni ostacolo”. Se si sono ricevute dalle escort fatture di questo tipo, si potrebbe incappare in un controllo approfondito rischiando grane molto fastidiose.
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