Garbagnate, cibo e salute: parla il primario di Medicina.
legati all’alimentazione sono un argomento che diventa sempre più di interesse e attualità. L’ambito delle Mta, ossia le Malattie Trasmissibili con gli Alimenti, è sicuramente di comune interesse. Per questo motivo il Notiziario ha intervistato la dott.ssa Emanuela Colombo, Dirigente Medico di medicina generale e responsabile della “Mta” e della Dietologia all’ospedale di Garbagnate.
Garbagnate, cibo e salute: intervista al primario di Medicina, dottoressa Emanuela Colombo
Dottoressa Colombo, come è nato il suo percorso professionale?
“La decisione di iscrivermi alla facoltà di medicina è maturata al quarto anno di liceo: nonostante la scelta iniziale di specializzarmi nelle lingue straniere, un tragico evento accaduto al padre di uno dei miei migliori amici mi ha spinto a considerare una professione dedicata a cercare di “salvare vite umane”.. ed eccomi qui!”.
Vi è stato nel suo ruolo una figura più di altre a cui dire grazie?
“Avendo avuto la fortuna di iniziare a lavorare in Medicina a Garbagnate piuttosto giovane (avevo 27 anni, ero ancora una specializzanda), nel mio percorso lavorativo molti sono stati colleghi e le colleghe che mi hanno aiutato e sostenuto nella mia crescita professionale , non ultimo il dottor Sergio Berra, che è stato il mio primario sino al gennaio scorso, ma un ricordo particolare va a quello che posso considerare “il mio primo maestro”, sia dal punto di vista umano che professionale, il professor Domenico Sommariva”.
I servizi del reparto di Medicina dell’ospedale di Garbagnate Milanese
Quali servizi eroga al cittadino, la sua “divisione”?
“Dal 2001 lavoro come Dirigente medico nel reparto di Medicina di Garbagnate Milanese dell’Asst Rhodense, che da sempre ha un’impronta cardiovascolare e metabolica; nello specifico sono la responsabile del Centro aterosclerosi e dislipidemie aziendale, e da due anni sono referente aziendale del Team nutrizionale multidisciplinare, che si occupa della gestione della nutrizione artificiale del territorio dell’Asst Rhodense, oltre che della prevenzione e del trattamento delle problematiche di malnutrizione nei pazienti neurologici, oncologici ecc.
Ovviamente mi occupo anche dell’aspetto dietologico legato al sovrappeso ed all’obesità, e rispetto a questo mi preme sottolineare l’importanza di affidarsi a dei professionisti esperti, di modo da evitare “diete fai-da-te” spesso squilibrate, che rischiano di creare dei veri e propri deficit di micro- e macronutrienti, dando a lungo andare un effetto “rimbalzo” che porta al recupero del peso perso, generalmente con l’aggiunta dell’interesse. Il ruolo del nutrizionista deve prevedere anche una competenza nell’approccio psicologico, l’instaurarsi di un sentimento di fiducia reciproca anche per evitare il fenomeno del drop-out”.
Ha una sua particolare filosofia di vita?
“Queste svariate attività mi impegnano molto, ma sono fonte di grande soddisfazione personale e professionale, e mi permettono di mettere a frutto tutte le conoscenze e le esperienze acquisite nel mio percorso di studi.
Mi ritengo una persona che ha sempre bisogno di nuovi stimoli e nuove sfide, per le quali cerco di impegnarmi con serietà e competenza, allo scopo di poter fare del mio meglio per i pazienti, cercando di trasmettere loro la passione che mi spinge a dare sempre il massimo; a volte, per alcuni di loro, può essere fondamentale una parola di conforto, una stretta di mano, perfino una carezza, oppure la condivisione di esperienze personali, della vita quotidiana: questo approccio in particolare è fondamentale nella mia attività di prevenzione delle patologie metaboliche e cardiovascolari di cui mi occupo, cercando di intervenire sullo stile di vita, dando consigli sulla corretta alimentazione e sulla costanza nella pratica di attività sportiva.
Ed è proprio a questa che cerco di dedicarmi appena ho del tempo libero, ovviamente compatibilmente con quello che riservo alla mia famiglia”
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