Le mazzette all’obitorio dell’Ospedale di Saronno? “Venni a saperlo da una mail, dopo che un dipendente fu colto sul fatto con 50 euro ricevuti da un impresario funebre. Glieli feci restituire”. Questa la testimonianza nell’aula del Tribunale di Busto Arsizio da parte di Roberta Tagliasacchi, dirigente medica dell’ospedale di Saronno. Il processo per la scabrosa vicenda si è aperto ieri in Tribunale a Busto.
Mazzette all’obitorio di Saronno: 50 euro “per il caffè”
L’indagine, condotta tra il 2020 e il 2022 dalla Procura di Busto Arsizio, rivelò un sistema di corruzione radicato. Coinvolgeva medici, infermieri e operatori delle pompe funebri in reati come peculato, furto, truffa e falsità ideologica. Dieci persone sono ancora a processo, mentre tre medici hanno patteggiato pene inferiori ai due anni e cinque operatori funebri sono stati condannati a oltre due anni di reclusione ciascuno.
Secondo la direttrice, tutto partì da una mail della coordinatrice dell’obitorio che segnalava scambi di denaro. Una dipendente ammise di aver accettato soldi “per il caffè” in cambio di una collaborazione nella gestione di una salma. L’inchiesta portò alla luce anche altre irregolarità, come falsi certificati medici, furti di materiale sanitario e prestazioni lavorative non autorizzate, commesse persino durante l’emergenza Covid.
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