Auto incendiata tra Paderno Dugnano e Nova Milanese. Mistero nei pressi della Milano-Meda a Palazzolo nell’Oasi dei Gelsi.
Auto incendiata nei pressi della Milano-Meda tra Nova e Paderno
Sono le 22 di venerdì sera. Alcuni testimoni segnalano un incendio tra Paderno Dugnano e Nova Milanese proprio al confine con Palazzolo. Nei primi minuti si ipotizza sia una cascina a in fiamme, poi il rogo di alcune sterpaglie. Solo quando i Vigili del Fuoco arrivano nell’Oasi dei Gelsi capiscono che cosa stia bruciando: un’auto è completamente avvolta dal fuoco. Come è possibile sia arrivata fino a lì? La zona è interamente boschiva con alberi e rovi che ne impedirebbero il passaggio e il fango bloccherebbe le ruote. La zona si raggiunge solo attraverso un sistema di piste ciclabili che circonda il Villoresi.
Forse l’’auto è stata portata qua mesi fa, quando ancora la vegetazione non era così fitta? Sta di fatto che nessuno era lì presente e all’improvviso di certo non può essere scoppiato l’incendio dell’Alfa Romeo Giulietta. I Vigili del Fuoco arrivati da Desio, Bovisio Masciago e Sesto San Giovanni hanno circoscritto la zona prima che le fiamme potessero estendersi anche ad arbusti e alberi circostanti.
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Il mistero delle targhe invertite
Ad alimentare i dubbi su questa vicenda si aggiunge quella delle targhe. Da una prima verifica, quelle applicate sull’auto incendiata non sarebbero le sue. Ma anzi apparterebbero a una Toyota Yaris non di certo a un’Alfa Romeo. Le indagini affidate ai carabinieri della tenenza padernese aiuteranno a stabilire con certezza a chi almeno era intestata l’auto che è ridotta a uno scheletro di lamiere. Da stabilire anche se fosse stato denunciato il furto di quella incendiata e delle targhe ritrovate su questa. Probabilmente, il veicolo è stato utilizzato per qualche furto o rapina e solo la notte scorsa i malviventi hanno voluto disfarsene dandola alle fiamme in modo da tentare di cancellare qualcosa. Anche nella giornata odierna verranno compiuti rilievi alla luce del sole da parte delle forze dell’ordine.
Alessandro Sala
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