A Paderno Dugnano sarà aperta una moschea? A Palazzolo e al Villaggio Ambrosiano sono arrivate le telecamere del Tg4 per un servizio che è andato in onda nella serata di venerdì 16 maggio.
Moschea a Paderno? Arriva il Tg4
Il caso della vendita del tempio della Congregazione cristiana dei testimoni di Geova venduto alla Casa della cultura islamica ha eco nazionale. “Temiamo il deprezzamento delle nostre case”, spiegano i residenti di via Meda dove a breve aprirà la nuova sede. Oggi è arrivata una troupe di Rete 4 per raccogliere le opinioni dei padernesi. “Denunciamo l’assoluta mancanza di trasparenza dell’Amministrazione comunale”, attacca Francesco Bruscolini, segretario della sezione padernese della Lega. La troupe ha raccolto opinioni anche in centro a Dugnano e al Villaggio Ambrosiano, il quartiere più multietnico della città. “Questo potrà essere un punto di riferimento per le attività culturali non solo per la preghiera”, è la replica al Tg4 da parte della sindaca Anna Varisco.
La vicenda si riassume in una vendita tra privati di un immobile su un’area classificata come zona di culto. Nello scontro politico rimane aperta una questione: doveva essere interpellata anche la comunità padernese su quello che succede? “Quello che sta succedendo è gravissimo”, commenta Tommaso Cerno direttore de Il Tempo interpellato dal Tg4. “La comunità islamica acquistano immobili e queste comunità sono sempre più radicali: un pericolo enorme. L’Italia fa finta di non vederlo”.
La vendita: dai testimoni di Geova alla casa della cultura islamica
Il passaggio di proprietà è avvenuto ai primi di aprile e settimana scorsa l’iter è arrivato alla fase di rogito. L’area di via Meda è classificata come luogo di culto dallo strumento urbanistico: lo è sempre stata e lo sarà anche in futuro. E in più “il diritto di poter professare liberamente la propria fede religiosa è ben descritto dalla Costituzione e riguarda tutte le comunità religiose”, ha sottolineato la sindaca Anna Varisco per cui è costante “la relazione con interlocutori seri e di fiducia” che “hanno sempre dimostrato affidabilità e correttezza nei rapporti istituzionali”. Al di là dei giudizi personali, in questa vicenda quel che conta è che “l’iter seguito, per quanto di competenza comunale, si è svolto in piena trasparenza, in modo regolare e nel totale rispetto della normativa”. Ma una questione rimane aperta: “Nessuna informazione, nessun coinvolgimento – attacca la Lega -. Questa vicenda lo dimostra: i cittadini scoprono i fatti dai giornali”.
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