Quella che sembrava una semplice lite tra connazionali si è trasformata in una vera e propria indagine su un arsenale di armi clandestine. È successo nel pomeriggio di domenica 6 luglio in via Cavour a Rovellasca, dove i Carabinieri di Appiano Gentile sono intervenuti per sedare un violento alterco tra due cittadini albanesi, entrambi domiciliati in paese.
Lite in centro a Rovellasca, un uomo arrestato, scoperte armi e munizioni
A finire in manette è stato O. B., 36 anni, ufficialmente residente a Lomazzo ma domiciliato proprio a Rovellasca. Secondo quanto ricostruito dai militari, l’uomo avrebbe aggredito un connazionale di 28 anni con il calcio di una pistola, colpendolo al volto e ferendolo a uno zigomo. L’aggressione sarebbe avvenuta dopo che la vittima aveva iniziato a riprendere la discussione con il cellulare. B., oltre al colpo, avrebbe anche minacciato di morte il giovane prima di allontanarsi.
I carabinieri sono arrivati sul posto pochi minuti dopo l’aggressione. Le indagini si sono subito concentrate sull’arma usata durante la lite. Inizialmente il 36enne ha negato, sostenendo che si trattasse solo di un pezzo di ferro. Ma di fronte al video girato dalla vittima, ha ceduto e ha accompagnato i militari in un garage a Bregnano, dove lavora: qui è emersa una verità ancora più inquietante.
Un arsenale nascosto in un garage a Bregnano
Durante la perquisizione del garage, i carabinieri hanno trovato due pistole con matricola abrasa: una Pietro Beretta Gardone calibro 9, quella utilizzata durante l’aggressione e con il colpo in canna, e una Colt modello King Cobra. Insieme alle armi, anche un silenziatore compatibile con la Beretta, 212 munizioni calibro .38, 7 munizioni calibro 9 e una cartuccia 9×21. Rinvenuti anche guanti in tessuto bianco, finiti sotto sequestro.
L’uomo è stato quindi arrestato per detenzione di armi clandestine e portato in carcere, mentre le armi e le munizioni sono state sequestrate per ulteriori accertamenti balistici.
La lite, avvenuta nel cuore del centro abitato di Rovellasca, potrebbe avere origini in rancori pregressi tra i due connazionali, ma le indagini restano aperte per chiarire i motivi alla base dello scontro e soprattutto la provenienza delle armi trovate nel garage.
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