Rabbia, dolore e tante domande senza risposta. Sono i sentimenti che emergono dai numerosi commenti lasciati dai cittadini sulla pagina Facebook “Baranzate consapevole” dopo la devastazione avvenuta nei giorni scorsi alla scuola primaria.
I commenti sui social dopo i danni alla scuola di Baranzate
«Che maledetti che siete, ma cosa c’entrano i bambini!», scrive Marianna, esprimendo l’indignazione di molti genitori. L’attacco agli spazi scolastici, con porte sfondate, arredi distrutti e lavagne digitali danneggiate, viene percepito come un atto contro l’intera comunità: «Mi si stringe il cuore vedere questo disastro… maledetti», aggiunge Maria, ricordando come figli e nipoti siano cresciuti tra quelle aule.
Molti commenti sottolineano la mancanza – o l’inefficacia – dei sistemi di sicurezza. «Ma non c’è un antifurto in questa scuola?», chiede un utente. «Sì che c’è – risponde un’altra cittadina – ma chi è del mestiere sa come aggirarlo». Altri insistono: «Con tutto il rumore che avranno fatto possibile che nessuno abbia sentito nulla? Ci sono delle telecamere in zona?». Veronica aggiunge: «La famiglia che abita lì vicino avrà visto o sentito qualcosa?».
Cosa c’entrano i bambini? Rabbia su Facebook dopo i danni alla scuola di Baranzate
Accanto alla rabbia, c’è anche chi si offre per aiutare. «Nooo! Come possiamo dare una mano? Io ci sono cresciuta lì dentro», scrive Beatrice. Ma prevalgono indignazione e sconforto: «Vergogna», «Bastardi», «Schifosi», sono alcune delle reazioni più nette. Molti sottolineano il danno educativo: «Le Lim servono ai bambini per studiare, ma evidentemente a chi ha fatto questo non interessa l’istruzione».
Il filo conduttore dei messaggi è la richiesta di giustizia e maggiore tutela. «In tutte le scuole ci deve essere per forza un allarme e guai a non metterlo», commenta Francesca. E Diana rincara: «Non bisogna lasciare così, guardate tutte le telecamere anche delle villette di dietro».
Il raid vandalico non ha colpito solo le strutture: ha ferito un simbolo della comunità, quel luogo in cui «i bambini di tutte le nazionalità entrano per imparare a leggere e scrivere», come ricorda Anna. Un bene comune, che ora Baranzate chiede di difendere con più decisione.
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