Antonello Montante, imprenditore siciliano e ex leader di Confindustria Sicilia, si è consegnato spontaneamente nella serata di martedì 9 settembre al carcere di Bollate, a Milano. La notizia segna l’avvio dell’esecuzione della sua condanna definitiva a 4 anni, 5 mesi e 23 giorni per corruzione.
Antonello Montante, condannato in Cassazione, si è costituito a Bollate
Montante, originario di Serradifalco, in Sicilia, è stato a lungo considerato come un punto di riferimento del mondo imprenditoriale isolano e un simbolo della ribellione contro il racket dei clan mafiosi. La sua carriera lo ha portato a ricoprire ruoli importanti, tra cui essere entrare a far parte del consiglio di amministrazione dell’Agenzia per i beni confiscati alle mafie. Tuttavia, secondo l’accusa, dietro questa immagine pubblica si nascondeva un sistema di potere fondato sul dossieraggio.
Le indagini contro Montante erano iniziate nel 2015, al culmine del suo potere, con accuse legate a mafia e corruzione. Nel maggio del 2018 era stato arrestato con l’accusa di associazione a delinquere, finalizzata alla corruzione. Tra le dinamiche dell’arresto, era stata resa nota la distruzione di numerosi documenti e pen drive, presumibilmente parte del suo archivio.
Dopo aver scelto il rito abbreviato, Montante era stato condannato in primo grado a 14 anni – pena ridotta a 8 anni in appello, dove era caduta l’accusa di violenza privata.
La Corte di Cassazione, lo scorso 30 ottobre, rivisto la posizione di Montante, tramite l’annullamento della decisione di secondo grado e ordinando il ricalcolo della pena per i tre episodi corruttivi, facendo cadere l’accusa più pesante di associazione a delinquere.
La scelta del carcere di Bollate
La Procura generale di Caltanissetta ha però messo in esecuzione la sentenza d’appello, senza aspettare il ricalcolo della pena che era stato disposto dalla Suprema Corte.
Il processo che verrà avrà il compito di stabilire esclusivamente l’entità della pena, che comunque non potrà essere inferiore a 4 anni e 5 mesi.
La decisione di Montante di costituirsi nel carcere di Bollate, un carcere modello per le persone ivi detenute, non è stata affatto casuale: la struttura milanese è infatti nota per il suo innovativo approccio sul fronte della detenzione, focalizzato sul recupero e sul reinserimento sociale del detenuto. La sua scelta di consegnarsi proprio in questa struttura è quindi, ancora una volta, simbolo della rilevanza della struttura detentiva di Bollate.
Nicholas Ninno
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