Novate, 20 anni di commercio equo solidale: festa della Bottega.
Ventesimo compleanno festeggiato insieme a vecchi e nuovi amici per la Bottega del commercio equo di Novate “Quelli che l’equo Nazca MondoAlegre” che sabato 18 per l’occasione, oltre al negozio di via 25 Aprile, ha portato in piazza Pertini iniziative per piccoli e adulti. Una giornata importante per comprendere il percorso della Bottega iniziato nel 2005 prima con Nazca e dal 2014 con Nazca MondoAlegre, ma che ha le sue radici nel gruppo di ragazzi dell’oratorio San Carlo che ancora prima allestivano i banchetti domenicali per far conoscere ai novatesi il commercio equo e i valori che porta con sé.
Commercio equo solidale: festa della Bottega di Novate per i 20 anni dell’attività
“Oggi siamo un bellissimo gruppo di volontari – ci hanno raccontato dalla Bottega – ci conosciamo da tanti anni e abbiamo condiviso insieme tantissime esperienze, qualcuno in Bottega ci è praticamente cresciuto! Sono stati 20 anni di condivisione con i novatesi, di scelte, consapevolezza, impegno, eventi, partecipazione… la bottega è stata un po’ uno dei pochi luoghi rimasti a Novate dove si parla e si racconta un po’ quello che succede nel mondo visto con altri occhi, ascoltando le storie direttamente dagli interessati”.
La Bottega infatti ha un filo diretto con persone, aziende e cooperative dei diversi progetti, dando il valore aggiunto di conoscere le persone impegnate, l’utilizzo delle risorse e l’andamento dei progetti, perché ogni prodotto ha una storia importante di legalità, giustizia, sviluppo, lotta alle discriminazioni e cura per l’ambiente.
L’impegno ha coinvolto anche le scuole, dove la Bottega ha portato iniziative “per dare la possibilità ai ragazzi di osservare da un diverso punto di vista, poter scegliere, capire, avere la consapevolezza che anche da una piccola bottega di Novate si possono fare piccoli passi e piccole opere che però possono cambiare il mondo. Un grandissimo grazie ai volontari, indispensabili per compiere 20 anni di attività, e a tutti quelli che sabato sono venuti alla festa o che ci hanno pensato!”.
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