Multato da Trenord per essere salito sul Malpensa Express con l’abbonamento annuale Stibm, studente di Misinto racconta la sua disavventura e chiede regole più chiare e maggiori agevolazioni per i giovani. Ha fatto discutere la “lettera aperta” che Thomas Riva, di Misinto, 19 anni da compiere tra qualche giorno ha rivolto a Trenord, dopo avere ricevuto una sanzione da 32 euro per essere stato trovato sul treno con l’abbonamento annuale non adeguato.
Multa sul Malpensa Express con l’abbonamento annuale
Thomas, dopo un diploma all’Itis Riva di Saronno, frequenta il primo anno di Ingegneria Informatica dal Politecnico di Milano. Da Misinto prende ogni giorno il bus per Saronno, quindi treno per Cadorna o Garibaldi), poi metro fino a Piola. “Ho sottoscritto l’abbonamento annuale Stibm Under 26 MI1–MI7, pagato 534 euro ad agosto ed entrato in vigore da settembre” -racconta Thomas.
Giovedì scorso, per il rientro, da Cadorna sale su un treno Malpensa Express che ferma a Saronno e gli consentirebbe di prendere la coincidenza con il bus. Ma il controllore gli contesta che si trova su un servizio di “Prima classe”, aggiungendo che su quel treno non esiste la seconda classe dove eventualmente spostarsi. Thomas contesta la poca chiarezza delle segnalazioni e qui il controllore “ha sostenuto che sullo schermo di bordo, accanto alla destinazione “Malpensa”, compariva la dicitura T1, la quale – a suo dire, – indicherebbe la prima classe”.
Una affermazione quella attribuita al controllore, che se fosse vera, denoterebbe qualche lacuna nella formazione, poiché è chiaro a tutti che T1 e T2 sono i due Terminal aeroportuali di Malpensa a cui è destinato (o da cui ha origine) il treno.
Per Thomas scatta la sanzione di 32 euro (voce “Supplemento Prima Classe”, con sanzione e spese). “Non nego che mi sono sentito preso in giro: ho pagato oltre 500 euro di abbonamento proprio per non trovarmi in situazioni del genere, e invece mi sono visto trattare come chi «prova a fare il furbo», quando non ho mai viaggiato senza titolo. In una carrozza piena, il controllo è ricaduto su me – uno studente di 18 anni – e su una signora anziana: capisco i controlli a campione, ma la sensazione è stata quella di essere facili bersagli” -scrive Thomas, che parte proprio da qui per proporre alcune riflessioni: “In Lombardia, per uno studente universitario pendolare, non esistono vere agevolazioni dedicate: si paga la cifra piena o quasi, e se per necessità oraria l’unico treno utile è un Malpensa Express, scatta la trappola del supplemento o della “classe unica”.
In altre regioni, invece, gli studenti beneficiano di misure più forti: dalla gratuità degli abbonamenti per i tragitti casa–università alla riduzione del 50% per gli under 27, oppure abbonamenti annuali fortemente scontati con criteri trasparenti. (…) Vi chiedo di mettervi nei nostri panni: al costo dell’università e dei libri si somma il costo degli spostamenti, e un’ambiguità informativa o una regola poco chiara diventano subito una multa che pesa”.
Trenord replica ricordando semplicamente il regolamento di servizio che riporta: “L’utilizzo del servizio aeroportuale di Trenord, Malpensa Express, è consentito nella sola area urbana di Milano (con l’esclusione dei 21 comuni di prima corona) e sulla tratta extra urbana di seconda classe Milano – Rescaldina (Mi1- Mi7) esclusivamente sui treni da/per Milano Centrale”.
IL COMMENTO – Se trattiamo così i giovani universitari…
Detto che sul piano formale Trenord è nel giusto, perché da regolamento con l’abbonamento annuale di Thomas non poteva salire su quel treno, che pure copriva la stessa tratta, l’episodio dovrebbe farci riflettere, come invita a fare lo stesso giovanissimo studente di Misinto.
Di fronte ad un servizio di trasporto pubblico palesemente inadeguato alle necessità, in una delle aree più urbanizzate d’Europa, dove sono all’ordine del giorno ritardi e soppressioni di treni per motivi vari, a cominciare proprio dall’inadeguatezza cronica dell’infrastruttura, ha ancora senso limitare l’uso di uno specifico convoglio alla sola “clientela Vip” diretta all’aeroporto? E nel caso applicare una sanzione che vale 10 volte il costo della tratta a chi non è senza biglietto ma con un abbonamento annuale?
Questo poi di fronte al degrado (e talvolta pure alla paura) che i pendolari vivono ogni giorno sui treni e nelle stazioni attorno alla “Grande Milano”? Se Trenord, che è emanazione diretta di Regione Lombardia (prima regione d’Italia per Pil), propone questo trattamento ai giovani studenti universitari lombardi, si può capire perché più giovani capaci e intraprendenti cerchino di trovare non solo fortuna, ma anche maggiore tutela, fuori da questo Paese.
G.B.
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