Garbagnate, intervista al dottor Giuseppe De Angelis.
Il Notiziario, nel percorso di conoscenza dell’ospedale, ha intervistato il dottor Giuseppe De Angelis, Direttore del Dipartimento di Medicina e Riabilitazione dell’Asst Rhodense.
Dottor De Angelis, come mai la scelta di fare il medico?
“Devo ammettere che nella mia scelta ha inciso molto la spinta operata dagli insegnanti e dal parroco del mio paese, chi mi vedevano proprio un medico tutto tondo. Molte delle persone che mi hanno visto crescere ora sono miei pazienti che curo con tanto affetto”.
Vi è stato un mentore a cui deve dire “grazie”?
“Nella mia crescita professionale ho molto guardato ai colleghi più anziani, apprendendo da loro specifiche tecniche soprattutto per il mio lavoro di cardiologo interventista, dove la capacità manuale deve essere un pò innata e un po’ appresa. Tuttavia soprattutto con gli anni che passavano ho sempre guardato molto anche all’umanità che molti miei colleghi predecessori, alcuni dei quali ancora viventi, hanno donato ai propri assistiti e ho fatto mio questo aspetto e cercato sempre di coltivarlo perché non mancasse mai, ma proprio mai nella mia pratica medica”.
Garbagnate, De Angelis: come si è evoluta la cardiologia
Le malattie cardiovascolari sono sempre più diffuse: come la cardiologia si è evoluta?
“Le malattie cardiovascolari sono in costante aumento, in parte a causa dell’invecchiamento della popolazione e dell’aumento della cosiddetta “zona grigia” degli anziani, cioè delle persone in età avanzata. Con l’avanzare dell’età, aumenta il rischio di sviluppare patologie cardiache e vascolari. La cardiologia si è evoluta notevolmente nel corso degli anni per affrontare al meglio queste sfide. Grazie ai progressi nella diagnosi, nei trattamenti e nella gestione delle malattie cardiovascolari, siamo in grado di offrire cure più efficaci e personalizzate ai pazienti. Inoltre, la ricerca scientifica continua a contribuire allo sviluppo di nuove terapie e alla comprensione più approfondita delle cause e dei fattori di rischio delle patologie cardiovascolari. L’approccio multidisciplinare e il continuo aggiornamento delle linee guida cliniche permettono ai medici cardiologi di fornire un’assistenza sempre più mirata e di elevata qualità. È fondamentale quindi continuare a investire nella prevenzione, nella diagnosi precoce e nel trattamento delle malattie cardiovascolari per migliorare la salute cardiovascolare della popolazione anziana e non solo”.
È possibile avere una panoramica di che cosa si occupa l’ambito che dirige e come è organizzato?
“ Io sono direttore dell’Unità Operativa di Cardiologia e Direttore di Dipartimento Area Medica dell’Asst Rhodense. Come direttore della cardiologia gestisco 17 cardiologi che si occupano di attività assistenziale clinica presso il reparto di cardiologia, di attività interventistica cardiologica consistente in angioplastiche coronariche sia in corso di infarto che in pazienti con malattia elettiva come l’angina pectoris e in correzione di difetti interatriale. Poi c’è tutta la parte di elettrofisiologia ed elettrostimolazione dove si trattano tachicardie, fibrillazioni atriali e impianto di pacemaker di vario tipo. I letti a disposizione sono 23 di degenza e 6 di terapia subintensiva a cardiologica. Poi c’è tutta l’attività ambulatoriale per interni e per esterni che prevede visite con elettrocardiogramma, prove da sforzo, ecocardiografia a riposo e da stress ed ecotransesofageo, monitoraggio 24 ore dell’elettrocardiogramma, test di holter. Inoltre, ricopro la funzione di Direttore di dipartimento Area Medica a cui afferiscono le Uoc di Medicina Generale e Geriatrica, Sub-acute, Pneumologia, Neurologia, Riabilitazione neuromotoria, Riabilitazione Specialistica (Cardiologica e Pneumologica), Oncologia e Nefrologia”.
È importante la preparazione metodologica dei nuovi, giovani colleghi medici? Avete al vostro interno dei medici specializzandi?
“La preparazione metodologica dei nuovi colleghi medici è fondamentale e includiamo medici specializzandi nella nostra equipe, essendo convenzionati con l’Università degli Studi di Milano relativamente alla Scuola di Specializzazione di Cardiologia, Medicina d’Urgenza e Medicina Generale”.
Cosa potremmo consigliare ai tanti pazienti presi in carico?
“Consiglierei ai pazienti di seguire le indicazioni del proprio medico, di adottare uno stile di vita sano e di sottoporsi regolarmente a controlli medici, per una corretta prevenzione primaria e secondaria, grazie anche a programmi di prevenzione delle malattie cardiovascolari con programmi di screening e giornate informative alla popolazione”.
Il suo lavoro può prescindere dal lavoro d’equipe?
“Il lavoro di un medico spesso richiede il lavoro in team per offrire la migliore assistenza possibile ai pazienti”.
Considerati i grandi impegni ospedalieri riesce a coltivare degli hobby?
“Relativamente agli hobby, pratico regolarmente attività fisica giocando a tennis 2 volte la settimana e una volta a basket. Adoro la musica che ascolto quotidianamente soprattutto in studio. Spesso suono la chitarra”.
Infine, la domanda che vorrebbe le fosse fatta?
“Ma quante cose fai? Non ti senti stressato da tutti questi impegni? Rispondo che adoro avere tanti impegni, perché è forte la passione per le cose che faccio e ciascuna nutre corpo e mente”.
M.G.
Perché alcuni articoli non sono firmati?
Perché sono il risultato di un lavoro collettivo.
Dietro ogni notizia su queste pagine, ci sono giornalisti che da oltre 30 anni raccontano con passione la cronaca locale.
Quando un articolo non porta una firma, è perché è frutto del nostro impegno condiviso: un’informazione costruita insieme,
con la serietà che ci contraddistingue.
Edicola digitale | Canale Telegram




