Don Luigi Merola, sacerdote anti camorra, è intervenuto ieri sera a Saronno in un incontro pubblico, parlando di giovani e di educazione alla legalità. L’appuntamento era nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo di piazza Libertò, a Saronno. Don Luigi Merola è un sacerdote noto per il suo impegno contro la camorra e per la tutela dei minori a rischio. Il religioso ha accolto i presenti – circa una cinquantina di persone – con semplicità e disponibilità, introducendo una serata intensa e ricca di spunti.
A Saronno don Luigi Merola ha parlato di legalità
Don Merola, classe 1972, sacerdote dal 1997, criminologo e assistente sociale, ha ripercorso brevemente la sua storia: dagli anni difficili vissuti come parroco a Forcella, quando denunciò apertamente le attività dei clan finendo sotto scorta, alla nascita della fondazione ’A Voce d’e Creature, che segue quotidianamente decine di ragazzi attraverso laboratori, sostegno scolastico e percorsi educativi. Una realtà costruita in un bene confiscato alla criminalità e oggi punto di riferimento per molti minori a rischio.
Nel corso dell’intervento, il sacerdote ha parlato diffusamente del tema dello spaccio di droga, ricordando quanto questo fenomeno continui a rappresentare una delle trappole più insidiose per i giovani. Un tema che conosce profondamente, per averlo denunciato in prima persona nei suoi anni a Forcella.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla condizione delle nuove generazioni, tra fragilità educative, solitudine digitale e mancanza di adulti capaci di guidare. Don Merola ha insistito sull’urgenza di riportare tra i ragazzi il valore della legalità e della responsabilità, perché “solo una comunità che educa può crescere libera dalla violenza”.
Molto partecipato il momento delle domande del pubblico. Alla prima, sulle nuove sfide che i giovani debbono affrontare, Don Merola ha spiegato che essa è da identificarsi nella solitudine, una condizione che li rende più fragili e influenzabili. A una domanda su come orientarli in un mondo iperconnesso, ha richiamato l’esempio cristiano ricordando che “Gesù guardava negli occhi, non negli schermi”, invitando a riscoprire relazioni autentiche. Infine, sulla necessità di far parlare di più i giovani di antimafia, ha ribadito che occorre “farlo sempre”, senza smettere di testimoniare la cultura della legalità.
All’incontro erano presenti anche il sindaco di Saronno, Ilaria Pagani, il prefetto di Varese, Salvatore Pasquariello, e il comandante dei Carabinieri di Saronno, a testimonianza dell’importanza istituzionale di un dialogo aperto sul tema della legalità.
A conclusione della serata Don Merola si è trattenuto per firmare dediche sui suoi libri e salutare personalmente molti dei presenti. Un incontro che ha lasciato nella comunità saronnese un messaggio forte: la legalità si costruisce giorno per giorno, insieme, a partire dai più giovani.
Nicholas Ninno
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