di Sara Calzavacca
C’è una parola che spesso manca nel vocabolario di chi assiste una persona con malattia oncologica: “pausa”. Non perché non serva, ma perché sembra impossibile. Il caregiver vive in una linea del tempo tutta sua: appuntamenti, terapie, telefonate, referti, organizzazione domestica, gestione emotiva. Il mondo fuori continua, ma per chi si prende cura di qualcuno la giornata è un mosaico di urgenze e micro-decisioni. E, nel mezzo, una domanda silenziosa: “E io, dove mi metto?”
È proprio da qui che nasce Pausa Caregiver, un progetto ideato e condotto da Laura Lodi e Francesca Pisano: uno spazio virtuale (su instagram e youtube lo trovate cercando, appunto, PausaCaregiver) pensato per chi si prende cura di pazienti oncologici, creato da due professioniste che hanno attraversato personalmente il percorso della malattia e del caregiving. L’idea non è “insegnare a fare i caregiver perfetti”, ma offrire qualcosa di più raro: una compagnia competente, umana, concreta. Uno spazio in cui sentirsi riconosciuti, senza dover dimostrare nulla.
Pausa Caregiver Un progetto che unisce vissuto e competenze
Laura Lodi è psicologa psicoterapeuta e psiconcologa, oltre che ex paziente oncologica e caregiver. Questo intreccio – competenze professionali e esperienza diretta – fa sì che le parole non restino teoria: diventano strumenti, piccoli appigli per stare in piedi quando la fatica si accumula e il senso di colpa cresce. Laura lavora sull’aspetto più invisibile ma decisivo: la vita emotiva del caregiver. Le emozioni non sono un “contorno” della cura: sono parte della cura, e quando vengono ignorate diventano peso, distanza, isolamento.
Francesca Pisano è infermiera, ex paziente oncologica e caregiver; oggi vive negli Stati Uniti e si dedica alla ricerca. Nel progetto porta uno sguardo clinico e pratico: come orientarsi nel percorso sanitario, come comunicare con il personale, quali domande fare, come rendere più sostenibile il carico assistenziale. Il suo approccio diretto e rassicurante ha un obiettivo chiaro: togliere confusione, ridurre ansia, dare struttura a ciò che spesso appare ingestibile.
Supporto emotivo, informazioni chiare, strumenti pratici
Pausa Caregiver nasce per offrire tre cose: supporto emotivo, informazioni chiare, strumenti pratici. Attraverso video e contenuti mirati, accompagna i caregiver nella gestione delle emozioni, nel dialogo con l’équipe sanitaria e nella cura di sé. Una frase riassume il senso di tutto: costruire una comunità accogliente, dove nessuno debba sentirsi solo. Non “un altro profilo da seguire”, ma un luogo in cui riconoscersi, sentirsi rappresentati e validati, e respirare.
Da dicembre 2025, Pausa Caregiver è ATUTTAVITA APS
Da dicembre 2025, Pausa Caregiver è diventato un progetto di ATUTTAVITA APS. È un passaggio importante perché dà radici e continuità: la cura non è un episodio isolato, è un percorso. E i caregiver troppo spesso vivono ai margini: presenti in tutto, nominati poco. Portare Pausa Caregiver dentro un’associazione significa trasformare un bisogno diffuso in un impegno collettivo: fare spazio a chi sostiene, a chi regge, a chi “tiene insieme” quando arriva il terremoto della diagnosi.
La pausa di cui parla Pausa Caregiver non è una vacanza né una fuga. È un gesto di igiene emotiva. È l’idea – semplice e difficilissima – che prendersi cura di sé non toglie cura all’altro: la rende possibile, più stabile, più duratura.
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