Sfruttavano le liste d’attesa infinite della sanità pubblica per spingere i pazienti verso visite private, pagate in contanti e senza fattura. È il meccanismo della truffa scoperta dalla Guardia di Finanza di Busto Arsizio, che ha portato al rinvio a giudizio di due dipendenti pubblici – un medico neurologo e un tecnico sanitario in servizio in una importante Asst del territorio.
Medico e tecnico Asst di Busto rinviati a giudizio
Secondo l’inchiesta, andata avanti per mesi, i due sanitari contattavano direttamente i pazienti che avevano regolarmente prenotato una visita tramite il CUP, comunicando all’ultimo momento la presunta indisponibilità del medico per l’appuntamento fissato in regime di intramoenia. Una modalità che faceva leva proprio sull’esasperazione di chi, dopo aver atteso a lungo, temeva di dover ricominciare da capo.
A quel punto scattava la proposta alternativa: posticipare la visita e farla “privatamente”, negli stessi ospedali della provincia oppure direttamente al domicilio del paziente, con pagamento in contanti e senza alcuna fattura. Un sistema che, secondo gli investigatori, avrebbe permesso centinaia di visite in oltre due anni, garantendo un profitto ingente ai due indagati.
Uno dei due indagati era assente dal lavoro ma faceva timbrare il collega
Le perquisizioni e il sequestro di agende e smartphone hanno consentito di ricostruire nel dettaglio il meccanismo fraudolento e di segnalarlo all’Autorità giudiziaria. Dalle indagini è emerso anche un ulteriore episodio grave: uno dei due indagati avrebbe falsamente attestato la propria presenza in servizio, lasciando il badge al collega che provvedeva a timbrare al suo posto.
Al termine delle attività investigative, il Gup del Tribunale di Busto Arsizio, su richiesta della Procura, ha disposto il rinvio a giudizio per i reati di peculato, truffa aggravata e false attestazioni o certificazioni. Un caso che riaccende i riflettori sulle fragilità del sistema sanitario e su come i tempi d’attesa possano trasformarsi, nei casi peggiori, in terreno fertile per abusi e truffe ai danni dei cittadini.
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