Novate Milanese si è fermata ieri per stringersi attorno alla famiglia di Kristjan Cekaj, il pugile dilettante di 28 anni la cui vita si è spezzata tragicamente dopo un incontro sul ring.
Funerale a Novate Milanese per il pugile morto un incontro sul ring
La chiesa di San Carlo, cuore della comunità dove il giovane risiedeva, era gremita di amici, compagni di allenamento e semplici cittadini, tutti uniti in un silenzio colmo di incredulità per una morte arrivata troppo presto. Kristjan, nato in Albania ma novatese d’adozione, era un volto noto negli sport da combattimento, un atleta della categoria Elite che vedeva nella boxe non solo una sfida fisica, ma una vera passione di vita.
Il dramma che ha portato a questo doloroso addio era iniziato una settimana prima a Viadana, durante un torneo del circuito lombardo. Dopo il match, le condizioni del giovane erano apparse subito critiche, rendendo necessario il trasferimento d’urgenza all’ospedale Poma di Mantova. Nonostante sei giorni di lotta in un letto d’ospedale, Kristjan si è spento venerdì 20 marzo, lasciando un vuoto profondo nel mondo della Federazione Pugilistica Italiana e nel quartiere che lo aveva accolto.
Mentre la comunità piange l’uomo e l’atleta, l’attenzione si sposta ora sulle aule di giustizia. Il sostituto procuratore Gianlorenzo Franceschini ha firmato il nulla osta per le esequie celebrate ieri a San Carlo solo dopo lo svolgimento dell’autopsia, i cui primi riscontri sembrano confermare il decesso per un trauma cranico fatale riportato durante il combattimento. La Procura di Mantova ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, un atto dovuto per permettere agli inquirenti di fare piena luce su quanto accaduto tra le corde del ring e stabilire eventuali responsabilità.
Il perito nominato dalla magistratura avrà ora sessanta giorni di tempo per depositare la relazione definitiva, un documento tecnico che dovrà spiegare l’esatta natura dei colpi subiti e la dinamica dei soccorsi.


