Garbagnate, Cup dell’ospedale intasato: pazienti infuriati.
Momenti di forte tensione la scorsa settimana presso il Cup dell’Ospedale Salvini, dopo che diverse persone hanno iniziato a lamentarsi ad alta voce per la lunga attesa di ore per poter prenotare una visita.
Qu a l cuno addirittura ha minacciato di chiamare le forze dell’ordine ed è stato a quel punto che, dietro richiesta, sono intervenute due referenti dell’ufficio Relazioni col Pubblico, per calmare gli animi e verificare se ci fossero problemi particolari nel sistema quella mattina.
La situazione, seppure quel giorno estremamente complicata, con rallentamenti inaccettabili, è ormai una criticità stabile, gente in coda dalle 9.00 vede diminuire gli impiegati agli sportelli per la pausa pranzo delle 13.00, e non si spiega la logica di un sistema che non riesce a stare al passo con le richieste dell’utenza. In molti se ne sono andati per protesta, minacciando denunce, avendo anche altri impegni da assolvere, ma il problema rimane.
Garbagnate, Cup dell’ospedale intasato: la risposta della direzione
Avendo assistito all’accaduto, abbiamo contattato ufficialmente l’Urp per esporre i fatti e chiedere un riscontro e che il tutto venga segnalato alla Direzione dell’Ospedale. Puntuale è arrivata la risposta, nella quale si dice di aver fatto controlli ed aver evidenziato criticità nell’attività di prenotazione ordinaria, per favorire categorie con priorità di accesso o pratiche di prestazioni ambulatoriali aggiuntive.
Viene ovviamente confermato quanto il fenomeno dell’alto afflusso ai Cup aziendali sia noto ma anche sottolineato l’auspicio che le cose possano migliorare sia grazie ai Cup attivati nelle nuove Case di Comunità dell’Asst Rhodense, sia incentivando le persone a prenotare attraverso i canali digitali, come il call center regionale, l’app Prenota Salute, ecc. Le informazioni relative alle Case di Comunità sono presenti sul sito internet aziendale www.asst-rhodense.it, alla voce dedicata.
Resta comunque un punto significativo in tutta questa situazione, cioè il fatto che moltissimi utenti sono persone anziane, non in grado di utilizzare gli strumenti tecnologici a cui si deve far riferimento. Il consiglio è quindi quello di farsi aiutare da familiari più giovani o recarsi presso il proprio Comune per avere informazioni dettagliate.
Non va sottovalutato il fatto che troppo spesso il servizio telefonico di prenotazione propone tempi inaccettabili per esami e visite e gli operatori stessi invitano i richiedenti a recarsi agli sportelli dei loro presidi di zona. Ci sono prenotazioni, quelle urgenti, con priorità di pochi giorni, ad esempio, che si possono prenotare solo presso il Cup, recandovisi di persona. Così si formano le code che constatiamo costantemente e vedere persone ultraottantenni sedute per ore in attesa di chiamata agli sportelli non è edificante. Probabilmente le Direzioni delle Aziende sanitarie (visto che il problema è diffuso ovunque) dovrebbero affrontare l’annoso problema del numero carente di personale per questo servizio.
Maria Grazia Gotelli




